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Genitori vs Influencer: quando l’insostenibile leggerezza del web surclassa la lotta generazionale

michelaandreozzigenitorivsinfluencerlocandinaPaolo (Fabio Volo), stimato professore di filosofia, è il padre single e premuroso di una figlia adolesecente (Ginevra Francesconi). Quando la ragazza entra ufficialmente nella turbolenta fase puberale, l’armonia familiare si interrompe e lascia spazio nella vita di Simone – nome “alla francese” – all’arrivo di smartphone e social network, tanto che da buona teenager quale è, non esclude l’idea di poter diventare una influencer, come il suo idolo Ele-O-Nora (Giulia De Lellis). Pur non tollerando questa carriera, ma essendo volenteroso di recuperare il rapporto con Simone, Paolo inizia una campagna contro l’abuso dei social, scoprendo come l’inaspettata popolarità e l’uso sapiente di queste piattaforme, possano regalare diverse possibilità… come, ad esempio, quella di renderlo, suo malgrado, un influencer.

Per questa terza regia, Michela Andreozzi e lo sceneggiatore Fabio Bonifacci hanno provato, con scarso risultato, a portare in scena non solo il complicato e già perlustrato territorio in cui nasce e si consolida il rapporto padre/figlia, ma anche l’inevitabile scontro generazionale tra le nuove categorie che si muovono nell’universo delle piattaforme digitali: Generazione Z (adolescenti nati tra la metà degli anni ’90 e il 2010), Boomer (genitori che hanno di gran lunga superato la cinquantina) e Millenials (tutti coloro che hanno l’anno di nascita compreso tra l’81 e il ’96).

genitorivsinfluencer1Quello che spicca in primis, sin dalle prime scene di questo nuovo film targato Sky Original, è il vuoto intellettuale e materiale, portato fino all’esasperazione per chiare ragioni narrative, in cui riversano i sedicenti “imprenditori digitali”, per citare Chiara Ferragni, che conoscono a memoria tutti i filtri da utilizzare ogni qual volta ci sia da pubblicare una nuova foto sul proprio profilo social, ma ignorano cosa voglia dire alzarsi materialmente dal letto per andare a lavorare. A lavorare sul serio. E dunque, nonostante ci fossero alte probabilità di realizzare un prodotto vagamente innovativo che mettesse in luce gli aspetti meno conosciuti di questa professione tanto flagellata, arrivando a scomodare addirittura una delle più seguite influencer italiane il cui contributo artistico per la realizzazione del film è stato gravemente insufficiente se non addirittura nullo, si è preferito non aggiungere niente di nuovo e gettare solo benzina sul fuoco dei soliti stereotipi.

genitorivsinfluencer2Se poi, come detto, all’interno del film viene trattato anche il complicato rapporto genitore/figlio, sarebbe stato evitabile continuare a perseverare sulla scia delle banalità. Invece, è stato più facile incagliarsi in una rete noiosa e prevedibile, soprattutto nella prima parte del film in cui Fabio Volo incarna senza alcuno sforzo l’emblema del padre “boomer” e ignorante in materia social. Tutto questo fino alla seconda parte del film, in cui si registra un lieve calo dei difetti in favore della delicata introduzione di termini quali cyberbullismo, hater e contenuti legati alla comunità LGBT, certamente il momento più profondo toccato dalla regista.

A conti fatti si può dire che, nonostante lo sforzo di far emergere tutti quegli elementi tipici della commedia corale, dovuti anche alla presenza di noti esponenti della risata come Paola Minaccioni, Nino Frassica e Paola Tiziana Cruciani, ingenuamente rafforzati da una leggerezza che trova libero sfogo nel linguaggio dei social network, la Andreozzi ha sfruttato faticosamente questa chiave umoristica di cui è stato molto difficile sorprendersi. Tuttavia, qualche aspetto positivo in questo film bisogna sottolinearlo eccome, ed è possibile farlo considerando l’originalità della colonna sonora che accompagna il mondo dei genitori con le musiche di Pacifico e quello dei teenager con le canzoni del duo musicale sulla cresta dell’onda, gli PSICOLOGI.

Qui il trailer:

 

ILARIA SALVATORI

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