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Tutti per 1 – 1 per tutti: il film che ha salvato il Natale 2020

giovanniveronesituttiper11pertuttilocandinaI tre moschettieri più famosi della Francia seicentesca (orfani del compianto Aramis), sono di nuovo alle prese con una missione per conto della regina d’Austria: scortare la principessina Ginevra, figlia di Enrichetta d’Inghilterra, fino al confine con l’Olanda per sposarne l’erede al trono. Ma quello che inizia come un normale viaggio, conoscerà risvolti rocamboleschi a causa del febbrile temperamento del servetto Uno che, innamorato della principessina, sembra intenzionato a dare del filo da torcere.

Sequel del primo Moschettieri Del Re – La Penultima Missione (che già aveva visto protagonisti Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea e Rocco Papaleo), l’ultimo film di Giovanni Veronesi è un prodotto declinato direttamente per la piattaforma Sky che inaugura la stagione dei film Sky Original. Mai come in questi tempi di Covid è stato necessario andare incontro alle esigenze del pubblico che, soffrendo la chiusura di cinema e teatri, ha potuto assistere ugualmente a questo esperimento di commedia.

Veronesi fa il bis delle atmosfere guascone e poco natalizie, in cui si ride e ci si emoziona sin dalle prime scene e se, come recitava il titolo dell’altro suo film, i moschettieri erano alla prese con la loro penultima missione, qui ci troviamo addirittura di fronte all’epilogo (speriamo non finale), perfettamente al passo coi tempi, con tanto di esordio che vede protagoniste nelle prime scene le mascherine a scuola.

tuttiper11pertutti1Un po’ come accadeva per Robin Hood – Un Uomo In Calzamaglia di Mel Brooks, Veronesi ricorre al metacinema mischiando secoli, citazioni e riferimenti che dimostrano di convivere con una certa armonia: si va dai riconoscibili agenti 007 al servizio della regina Enrichetta (Anna Ferzetti), passando per l’adattamento del capolavoro musicale di Franco Battiato, preso in prestito qui per farne il leitmotiv dell’amore tra Uno (Federico Ielapi) e Ginevra (Sara Ciocca), fino ad arrivare alla partecipazione straordinaria di un Cyrano dall’accento catanese (Guido Caprino), eccezionalmente alla guida della Corte dei miracoli.

E se di partecipazioni straordinarie si parla, non passano inosservati i camei goliardici di Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro e Adriano Panatta, nei panni rispettivamente di un venditore di meloni e del ciambellano di corte della regina d’Austria (Margherita Buy).

tuttiper11pertutti2Rispetto alla pellicola precedente, in cui era svelato solo sul finale l’escamotage del “ritorno al futuro”, qui si palesa da subito ritardando di qualche fotogramma la comparsa di D’Artagnan, Athos e Porthos. I tre, ormai prede delle angherie dei cadetti di corte, dimostrano ancora una volta di saper accontentare le richieste esigenti del pubblico, bisognoso di leggerezza e della loro regina, ritrovandosi inaspettatamente angeli custodi di un acerbo sentimento che muove l’intera trama. È, quindi, sulla favola a lieto fine intrisa di umanità che punta il film, in cui nonostante D’Artagnan non ne azzecchi una, Athos abbia problemi di schiena (che comunque non gli impediscono di fidanzarsi con Tom Tom, il personaggio bizzarro interpretato da Giulia Michelini), e Porthos sia sempre più sordo, si riesce a tenere botta durante la visione del film, dimenticando per un attimo i dibattiti sui negazionisti, sui no vax e sui vari Dpcm.

Inoltre, non sarà sfuggito ai più acuti seguaci del calcio, il riferimento alla fede juventina del regista che, per questa volta, si prende la libertà di chiamare il piccolo Uno come il numero della maglia del suo beniamino: il portiere Gigi Buffon.

ILARIA SALVATORI

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