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Non Solo Star: Laura Morante

lauramoranteassololocandinaFlavia sta vivendo un momento di crisi in cui cerca di affrancarsi da una serie di figure maschili che da sempre l’hanno influenzata. Tra questi i due ex mariti, un amante non proprio presente e uno spasimante poco romantico. Con l’aiuto della sua psicoterapeuta cercherà di capire come fare a sentirsi meno sola e più completa, camminando solo sulle sue gambe.

Una commedia molto delicata e a tratti anche marcatamente intellettuale, nonostante la leggerezza dei toni, Assolo di Laura Morante, a discapito di quello che si potrebbe pensare a giudicare dal titolo e dal tema di fondo, si regge non solo sulle spalle della sua protagonista (interpretata dalla Morante stessa), ma anche su tutti i personaggi di contorno che la rendono quello che è, ma soprattutto la portano a riflettere sulla sua condizione e sulla sua persona.

Un “coro” che fa da contraltare all’assolo che intitola l’opera e che rende bene l’idea dello stato di dipendenza emotiva in cui è imprigionata la donna che subisce molto i giudizi delle persone che la circondano (a cominciare da quello delle nuove mogli dei suoi ex), non riuscendo ad esprimere totalmente se stessa, finendo per essere estremamente assertiva, anche a scapito di quelli che sono i suoi desideri e le sue volontà (a tal riguardo è molto riuscita la scena in cui in maniera spassosa e molto ironica la regista ci restituisce lo stato interiore della protagonista, una scena in cui tutta la sua famiglia allargata le gioca un brutto scherzo inerente la parola acqua, facendole credere che si pronunci ocqua, con la donna che nemmeno in questo caso riesce ad essere risoluta e convinta).

assolo2Raccontato con una nota nostalgica, ma anche molto autoironica, dalla voce narrante della sua autrice, Assolo è un viaggio nel percorso di crescita personale di una donna che, non senza difficoltà, capisce che deve recidere tutti i cordoni ombelicali che la legano agli uomini della sua vita, assumendo un’autonomia tale che possa finalmente permetterle di esprimere appieno tutta la sua personalità, rimasta fino a quel momento inespressa.

Inframmezzando il racconto di questo sofferto e doloroso percorso con momenti onirici e a tratti grotteschi (i colori rosso e verde avranno un ruolo fondamentale in questo senso), la regista assembla un cast di tutto rispetto, non sovrastando mai la scena, generando un’opera intensa e leggera al tempo stesso, ricca di significato, trasmettendo in maniera molto vivida la profonda solitudine di una donna che paradossalmente è circondata da molte persone, nonché l’irrinunciabile desiderio di essere realmente compresa e accettata.

Trailer del film:

RITRATTO DELL’ATTRICE

lauramoranteTra le più importanti attrici del panorama italiano, esordiente a teatro con Carmelo Bene e al cinema con Bernardo Bertolucci, cominciando quindi in maniera decisamente importante, in molti anni di carriera ha saputo conquistarsi un ruolo fondamentale nel nostro cinema e non solo, riuscendo a lavorare con registi di peso come Gianni Amelio, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Gabriele Salvatores, Paolo Virzì, Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Pupi Avati, Roberto Andò, ma anche John Malkovich, Alain Resnais e Mike Figgis, attraversando i confini nazionali.

Assolo, il film di cui ci siamo occupati in questo capitolo di Non Solo Star, è la sua seconda regia, dopo l’esordio dietro la macchina da presa con Ciliegine. Da regista, quindi, si è trovata a dirigere attori come Ennio Fantastichini, Marco Giallini, Francesco Pannofino, Piera degli Esposti (in Assolo nei panni di una fantastica e irresistibile psicoterapeuta) e Angela Finocchiaro.

Mentre come interprete ha avuto modo di affiancarsi a colleghi come Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Jean-Louis Trintignant, Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Michele Placido, Javier Bardem, Jean Reno e moltissimi altri.

Una carriera costellata di successi, di opere di qualità e di collaborazioni preziose che hanno contribuito a rendere il suo nome simbolo di un certo tipo cinema impegnato, ma mai pedante, con un’ironia di fondo che da sempre contraddistingue il suo modo di recitare e di approcciarsi alla settima arte in generale.

ALESSANDRA CAVISI

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