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Passione TV (il cinema nel piccolo schermo) – 59 – Fedeltà

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Carlo e Margherita sono sposati da diversi anni e apparentemente molto felici della loro vita. Lui fa lo scrittore e insegna all’università, lei è un’agente immobiliare anche se cova da sempre il desiderio di fare l’architetto di interni. Quando una studentessa di Carlo sembra suscitare in lui ben più di un interesse accademico, qualcosa si incrina nel rapporto dei due coniugi…

Che cosa vuol dire essere realmente fedeli? Si deve essere fedeli solo nei confronti del proprio partner o anche verso se stessi? Su queste due semplici, ma non banali, domande si basa questa miniserie diretta da Andrea Molaioli e Stefano Cipani, con i volti di Michele Riondino e Lucrezia Guidone che danno vita a questa coppia dai meccanismi complessi e a tratti indecifrabili.

Una coppia che, nonostante le apparenze (da tutti vengono indicati come la coppia perfetta, invidiabile sotto tutti i punti di vista), nasconde delle crepe e delle falle di non poco conto, crepe e falle che man mano iniziano a diventare dei veri e propri crateri con l’entrata in scena della giovane studentessa che suscita l’interesse del professore, forse bisognoso di riaccendere la fiamma della creatività artistica, perduta da tempo, cosa nella quale la ragazza riesce molto bene. Ma d’altro canto anche Margherita nasconde delle insoddisfazioni, dovute al suo stile di vita, alla sua professione e di rimando al suo rapporto con il marito, tanto da iniziare a flirtare con il fisioterapista da cui si reca per alcune sedute di riabilitazione a seguito di una caduta.

fedelta1Negli scambi tra questi personaggi e nel rapporto tra marito e moglie si scorgono desideri inespressi, aspirazioni sopite, impulsi sessuali repressi e molto altro. Entrambi vacilleranno non riuscendo a sostenere il peso di tutte queste sensazioni, dimenticando forse il senso della loro relazione e perdendosi nella ricerca di qualcosa di diverso, non riuscendo fino in fondo a resistere alla tentazione e all’eccitazione del proibito.

Ma quando la fedeltà che dà il titolo all’opera viene meno? Quando e se effettivamente si esplica un tradimento vero e proprio o già nel momento in cui si dimentica il fulcro della propria relazione? Qual è il limite, se c’è, che non bisognerebbe mai oltrepassare? Dal presunto superamento di uno di questi limiti, un malinteso (o forse no?) che riguarda Carlo e la sua studentessa, nasce l’escalation di incomprensioni che porterà i due coniugi ad allontanarsi sempre di più fino a quando apparirà chiaro che la causa principale della loro crisi matrimoniale non risiede affatto nei due “disturbatori” della coppia, impersonati dalla ragazza e dal fisioterapista.

fedelta2Con soli sei episodi, forse pochi per trasporre sul piccolo schermo tutte le sfumature dei vari personaggi tratti dalle pagine dell’opera letteraria a cui la miniserie si ispira, l’omonimo romanzo di Alessandro Fabbri, Fedeltà riesce comunque ad immergere lo spettatore in una serie di riflessioni sui rapporti di coppia, risultando al tempo stesso anche molto intrigante, anche se poco coraggioso nell’andare fino in fondo a questa crisi, come dimostra il finale aperto forse fin troppo romantico e conciliatorio.

Trailer della serie:

Miglior Episodio – Episodio 5

fedelta1x05Da considerarsi come un unicum, i sei episodi di questa miniserie si susseguono quasi senza soluzione di continuità. Ma c’è un momento molto interessante nel quinto episodio in cui Margherita decide di lasciarsi andare ai suoi desideri, dimostrando che forse il tradimento o presunto tradimento del marito è stato solo un trampolino di lancio per far sì che anche lei potesse finalmente esprimere la sua insofferenza nei confronti di un matrimonio che aveva già le sue falle a prescindere. Quasi come se l’unico modo per sentirsi finalmente libera di “evadere”, fosse quello di esserne titolata in seguito all’errore del marito.

Una sorta di vendetta che in realtà cova un desiderio retroattivo di fuga da un’esistenza inappagante e da un matrimonio in fase di stallo. Una dimostrazione che è il coraggio che viene spesso a mancare, finendo per trovare solo in qualcun altro la forza e la spinta per agire secondo i propri istinti.

Si tratta quindi solo di infedeltà o alla base c’è un mondo di sentimenti inespressi che cova fino a sfociare in relazioni “clandestine” che solo apparentemente sono l’unica causa di una crisi?

ALESSANDRA CAVISI

 

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