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La rivoluzione fuxia è iniziata con “Twelve”, il primo EP delle Fucksia

WebRibellione, energia e furore a profusione in Twelve, l’esordio discografico delle Fucksia, moniker irriverente e geniale dietro cui si celano Poppy Pellegrini, Marzia Stano e Mariana “Mona” Oliboni, tre artiste agguerritissime, vere e proprie “riot grrrls”, che già conosciamo e apprezziamo da tempo. Le architetture elettroniche degne dei migliori club berlinesi, opera di Poppy (nota per progetti come Circuit Element e OSTeRIOT nonché ex chitarrista e bassista degli indimenticabili Jolaurlo) sostengono, potenziano e scuotono le trame vocali e strumentali di Marzia (cantautrice dalla spiccata sensibilità che abbiamo amato con i lavori pubblicati come UNA nonché a sua volta storica colonna portante degli Jolaurlo) e di Mariana (ex Killanation, UPnea e DaDi Etro, la cui musica non poco ha in comune con quella delle Fucksia).

L’incontro-scontro tra le voci di Marzia e Mariana sono il vero yin e yang di questo EP, gli opposti che si attraggono, si fondono in una cosa sola e improvvisamente si respingono per poi ricominciare, in un infinito ciclo vitale di emozioni contrastanti eppure in perfetto equilibrio, che oscillano perennemente tra il timbro suadente e inquieto della prima e quello più graffiante e riottoso della seconda.

Sin dal primo ascolto è chiaro che questo debutto del combo si alimenta grazie alla vibrante potenza creativa generata dall’incontro tra essenze diverse, che ritroviamo anche nelle musiche, a loro volta in equilibrio perfetto tra i variegati background e attitudini delle tre artiste, che forgiano con le fiamme della passione un lavoro in continua tensione tra elettronica e new wave, melodie ipnotiche e basi ritmiche taglienti, synth-pop e techno, punk e psichedelia, un mix coinvolgente che farà ballare scuotendo i corpi ma non di meno farà riflettere scuotendo le coscienze. L’armonia tra elementi diversi, ciascuno perfetto nella propria diversità rispetto all’altro, è infatti anche alla base del concept stesso da cui è nato l’intero progetto delle Fucksia, rivelato un po’ per volta nei testi schietti, critici, spesso decisamente politici e attenti alla realtà collettiva seppur legati a esperienze o pensieri personali.

Unite sotto lo stesso cielo nero a stelle fuxia, le tre eclettiche “artiviste” (così, non a torto, si autodefiniscono, essendo tra l’altro continuamente aperte a collaborazioni “con visual artist*, stilist* e video maker, realtà per lo più femminili e soggettività fluide”, come dichiarano nella loro biografia) ci propongono sei brani energici, arrabbiati, diretti, a partire dalle atmosfere noir dell’introduttiva Silicon Skin, che proietta in un universo plastico e virtuale non molto distante dalla nostra realtà, proseguendo con Life is a gun, che è come una carezza su una ferita ancora aperta e la sua delicatezza melodica non impedisce di sentirne il bruciore ricordandoci però che dopo il dolore si può sempre rinascere; si giunge poi al primo singolo, Consense, che attraverso metafore sensuali sottolinea il concetto che non può esistere il piacere senza la sofferenza, la felicità senza la tristezza, il bianco senza il nero, il bene senza il male. Si finisce poi catapultati nell’inquietudine ipnotica di 4 little monkeys, una vecchia filastrocca inglese per bambini rimaneggiata dalle Fucksia fino a renderla un turbine sonoro oscuro e psichedelico che rappresenta le nostre ansie e le nostre paure. La successiva I’m freak, brano dal refrain esplosivo, difende ancor più chiaramente la sacra libertà di essere sempre se stessi anche fuori dai dogmi e dalle imposizioni sociali. L’EP si chiude poi con l’unico brano cantato in italiano, Tre6, il cui testo si costruisce su istantanee sfuggenti che giocano con il numero 666 susseguendosi vorticosamente in un tempo sospeso.

Pubblicazione inaugurale della Elastico Records – la prima etichetta dichiaratamente transfemminista in Italia, fondata dalla stessa Marzia Stano insieme ad altre colleghe – Twelve è insomma l’inizio di una “rivoluzione fuxia” in grado di lasciare il segno grazie alla lucidità e all’originalità con cui mette in discussione la società patriarcale e retrograda in cui viviamo, celebrando “la vita, l’istinto, la sessualità, la creatività e il potere di trasformazione del femminino”.

Qui la pagina FB della band: https://www.facebook.com/Fuksia.band

Qui il videoclip di Consense: https://www.youtube.com/watch?v=nNxKVo1UzZM

DORIANA TOZZI

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