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Olio essenziale: un piccolo gioiello sonoro in cui Sbazzee ci fa riflettere sul futuro

sbazzeeolioessanzialecoverSbazzee (al secolo Sofia Bazzi) si presenta al pubblico con un piccolo gioiello intitolato Olio essenziale, edito per Musa Factory. In questo disco l’artista italo-libanese mescola stili differenti, spaziando dal blues all’r&b e trovando compimento in un delicato mix indie pop ben congegnato che, in poche essenziali tracce e senza troppi fronzoli, rappresenta un veloce ma godibilissimo viaggio tra oriente ed occidente, tra realtà e sogno.

Olio essenziale si apre con Solamente, introduzione onirica, polifonica, che accompagna per mano verso la traccia successiva AMORE, AMORE, AMORE, quasi un’invocazione più volte ripetuta, come per sottolineare quanto un “non detto”, grazie alla musica quale lingua universale, possa trovare compimento e definirsi. Con Mi dimentico del sole Sbazzee descrive sapientemente cosa significhi la perdita dell’identità, un io schiacciato tra diverse realtà, che lotta per trovare la propria strada. Mai stata tua mai, a seguire, fa evolvere le riflessioni del brano precedente affrontando infatti la realizzazione del proprio io; è un brano forte, che parla di genere femminile, di un corpo non visto come tempio bensì come luogo circoscritto attraverso il dolore, perché ogni viaggio porta con sé inevitabilmente anche la perdita. Fiori vivi è un dolce intermezzo pieno d’amore e di luce, una visione delicata dell’amor proprio, un inno a mettersi al centro, senza dimenticare i propri desideri. SCHIÀNTATI è il brano più intrigante di tutto il disco, in cui un sapiente gioco tra ritmo e pause crea un sound ricco di sfumature. Sola trasporta tra le dune di un deserto rovente, costellato da un desiderio, un urlo dolente che pretende ascolto. Nella title-track Sbazzee fa delle difficoltà e della ricerca di un’identità i suoi punti di forza. Caro tempo perso riprende lo stile r&b per affrontare in un modo nuovo il tema della ricerca di se stessi e del tempo che passa nella ansiogena voglia di dar in ogni momento la risposta giusta, senza rendersi conto che questa risposta quasi mai esiste perché, in fondo, la vita è fatta di scelte sbagliate e risposte inattese. Tra le ultime tracce dell’album, Ma come sto facendo è un brano brillante e sbarazzino che affronta con leggerezza il tema dell’incertezza del futuro. Sottofondo conclude l’intero lavoro con delicatezza, quasi un cerchio che si chiude accompagnando l’ascoltatore in un saluto, che non è amaro come un addio ma dolce come un arrivederci.

Complessivamente il debut album di Sbazzee è una fulminea traversata che guarda al futuro e ne apprezza la certezza dell’incertezza, del non definito, per cercar di vedere attraverso le ombre e riuscire a trovare nel silenzio la propria voce.

Potete ascoltarlo qui:

GRETA COCCONCELLI

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