Numero Undici. I giocatori non smettono mai di giocare (Incontri Editrice, 2025) è la prima opera di Barbara Fontanesi (Cadelbosco di Sopra, 1968), ex pallavolista italiana. In maglia azzurra ha collezionato 62 presenze e firmato la prima medaglia della storia della Nazionale Femminile: il bronzo agli Europei del 1989. Chiusa la carriera agonistica, ha fondato l’associazione Fuori Campo 11, che promuove lo sport come strumento educativo e sociale; conduce inoltre il podcast Sportivamente, dove dà voce a chi ha trovato nello sport una possibilità di riscatto.
L’autrice presenta una testimonianza sportiva che trascende la dimensione agonistica, per diventare racconto di formazione e riflessione su ciò che significa crescere all’interno di un campo da gioco. Il memoir, scritto con uno stile diretto e limpido, ripercorre una carriera segnata da successi prestigiosi, da cambi di ruolo inattesi e da un continuo interrogarsi sulla propria identità di atleta e di persona. Il risultato è un’opera che parla allo sportivo ma soprattutto a chiunque conosca la fatica di reinventarsi.
Il libro mette al centro un momento cardine nella vita sportiva dell’autrice: il passaggio da schiacciatrice a palleggiatrice nel pieno della carriera; una scelta che appare inizialmente come una brusca deviazione e perfino un declassamento, e che invece si rivela un atto di resistenza. È proprio attorno a questa frattura – tecnica e identitaria – che si delinea l’importante messaggio veicolato nell’opera: ci conosciamo davvero solo mettendoci alla prova, e accettando il cambiamento anche quando ci fa paura.
Il gioco, suggerisce Barbara Fontanesi, è molto più che lottare per vincere: è un atto di creazione, un movimento che contiene in sé memoria, disciplina, estetica e istinto. Non a caso nel testo si insiste più volte su una visione dello sport come arte: un sistema in cui tecnica, improvvisazione ed empatia con l’ambiente convergono in una forma espressiva unica.
Parallelamente, il libro dà spazio alla vulnerabilità dell’atleta: con onestà e una punta di ironia, l’autrice ricorda i suoi inizi incerti, le difficoltà nel conciliare studio e sport, la solitudine delle trasferte, la responsabilità della vita da professionista e i rapporti famigliari complessi. È tutto più umano e meno mitico, e per questo motivo più autentico.
Numero Undici. I giocatori non smettono mai di giocare riesce così a raccontare lo sport come fenomeno culturale, come strumento educativo e come lente attraverso cui osservare i mutamenti della propria identità; è un libro che parla del coraggio di cambiare, dell’importanza di restare fedeli a sé stessi e della straordinaria capacità, sia sportiva che profondamente umana, di rimetterci in gioco.
Qui la scheda del libro: https://www.amazon.it/Numero-undici-giocatori-smettono-giocare/dp/B0G36QF2XQ/
ELIDE FERRARI
I Think Magazine Gli approfondimenti culturali dell'Associazione "I Think"
