Cross River People (Selvatiche Edizioni – Seed, 2026) è il nuovo romanzo, presentato dalla casa editrice sia in lingua italiana che in lingua inglese, di Joshua Sinclair. Lo scrittore italo-americano, noto anche come attore, sceneggiatore e regista, nonché teologo e medico specializzato in malattie tropicali che collabora spesso con Medici senza Frontiere, ha riscosso successo già come autore nel 1988 con il romanzo Shaka Zulu, da cui è stato tratto l’omonimo film da lui scritto e diretto. In qualità di regista si ricorda anche per pellicole come Jump! (2007) e A Rose in Winter (2018).
Con questo nuovo romanzo, Sinclair presenta una storia di cieca brutalità e insieme di grande umanità, ambientata durante la campagna coloniale britannica in Africa Occidentale a cavallo tra Ottocento e Novecento. La tematica storica, ben approfondita dall’autore, è al servizio di un’acuta riflessione morale e filosofica sulle contraddizioni di una politica imperialista che tentò di distruggere ogni diversità, nascondendosi dietro il paravento di una necessaria opera di assimilazione culturale e di evangelizzazione. L’autore smaschera, infatti, le ambiguità etiche dei colonialisti, anche di quelli apparentemente mossi da ideali positivi e costruttivi, suggerendo come il confine tra missione civilizzatrice e volontà di dominio sia molto più sottile di quanto la retorica imperialista abbia voluto far credere. D’altro canto, evita una contrapposizione pigramente manichea, narrando la vicenda anche dalla prospettiva dei colonizzati restituendo loro piena complessità umana: è un racconto privo di pietismi e vittimizzazioni, in cui ogni personaggio viene proposto nelle sue fragilità, contraddizioni e anche nelle sue zone d’ombra.
Il cuore dell’opera batte a Tada Kupela, un lebbrosario che sorge sulle sponde del Cross River, all’ombra del vulcano spento Manengouba; qui, il medico Francis James Conrad (probabilmente un alter ego dell’autore) dedica la propria esistenza alla cura dei malati, tentando di lenirne tanto le sofferenze fisiche quanto quelle dell’anima. La lebbra diviene, infatti, la rappresentazione concreta di una più ampia esclusione sociale, rispecchiando le violente logiche della supremazia coloniale. Ad aiutare Conrad vi sarà la giovane inglese Emma Elizabeth Stanford, convinta all’inizio della bontà della missione civilizzatrice britannica, e che subirà invece una profonda e toccante evoluzione quando si renderà conto delle turpi gesta dei suoi connazionali. La sua dolorosa presa di consapevolezza diviene il nucleo pulsante di un’opera intensa ed evocativa, capace di superare i confini del romanzo storico per trasformarsi in una meditazione sulla colpa, sul perdono e sulla possibilità di riconoscere la dignità altrui al di là di ogni differenza.
Qui la scheda del libro sul sito della casa editrice: https://selvaticheedizioni.sumupstore.com/product/cross-river-people-edizione-italiana
ELIDE FERRARI
I Think Magazine Gli approfondimenti culturali dell'Associazione "I Think"
