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Non Solo Star: Alberto Sordi

IoSo CheTuSaiCheIoSoLOCANDINA1Artista dalla faccia e dalle movenze indimenticabili e inimitabili, tra i grandi personaggi che hanno reso illustre il nostro cinema in Italia e all’estero, tra i più compianti esponenti della settima arte, Alberto Sordi, pur avendo praticamente dedicato la sua intera esistenza alla recitazione, si è prestato svariate volte a fare da regista ad alcune pellicole in cui ha anche recitato.

Tra queste, seppur non si tratti di una delle sue opere migliori, c’è il singolare Io So Che Tu Sai Che Io So, dove recita accanto a Monica Vitti, con la quale ha formato una delle coppie più irresistibili della commedia all’italiana.

Interpretando, come quasi sempre, il tipico italiano medio, questa volta Sordi, con risultati che, bisogna ammettere, sono stati altalenanti e non del tutto convincenti, cerca di affrontare tematiche a loro modo quasi avveniristiche, soprattutto quando si sofferma sul tema della privacy violata da una sorta di voyeurismo imperante, tema che nei decenni a venire, e tutt’oggi, ha permeato la nostra società e di rimando il modo di interpretarla al cinema, in letteratura, a teatro e in televisione.

La storia, infatti, è questa: Fabio e Livia sono sposati da più di vent’anni e vivono una vita abbastanza monotona e normale. Lui è tutto preso dal suo lavoro in banca e dalla sua passione per il calcio e forse è per questo motivo che ciò di cui verrà a conoscenza in seguito ad un incontro fortuito lo turberà enormemente, dal momento che molte cose erano sotto i suoi occhi già da tempo, ma non le aveva mai realmente notate. Questo incontro fortuito è quello con un investigatore privato che si è ritrovato a pedinare sua moglie per sbaglio, dal momento che aveva preso in prestito l’auto della donna che doveva realmente seguire, vicina di casa dei due coniugi.

Quando Fabio si rende conto dell’errore ne informa la moglie, ridendo del malinteso, ma venendo subito colto da una serie di dubbi, data l’estrema preoccupazione per l’accaduto mostrata dalla compagna. Per questo motivo decide di seguirla, venendo a scoprire che la donna si è recata dall’investigatore per farsi consegnare tutto il materiale prodotto durante le settimane di pedinamento, che poi nasconde in cantina, dove verrà subito recuperato dal marito per essere immediatamente visionato.

Sarà in questo modo, insomma, che Fabio si renderà conto di essere stato tradito dalla consorte, che comunque sa di essere stata tradita a sua volta; che sua figlia è una tossicodipendente e che una malattia mortale sta per togliergli la vita. Tutte scoperte che lo porteranno ad analizzare approfonditamente la sua esistenza, interrogandosi sulle sue responsabilità e ritrovandosi ogni volta a gioire o soffrire ogniqualvolta qualche nuova scoperta si rivela essere errata o mal interpretata.

In una girandola di emozioni contrastanti, quindi, i due coniugi si ritroveranno a ripartire da zero per fondare una nuova relazione, basata su consapevolezze e sentimenti sopiti e mai ravvivati. Un finale decisamente assolutorio che un po’ stempera la durezza e l’alone di grottesco insito in molte delle situazioni narrate nel film, ma che in qualche modo si allinea allo spirito farsesco e bonario del mitico Albertone.

RITRATTO DELL’ATTORE AlbertoSordi

Icona del nostro cinema migliore, non solo regista e attore, ma anche sceneggiatore, conduttore televisivo e doppiatore (sua la voce italiana di Oliver Hardy di Stanlio e Ollio), è stato protagonista di centinaia di film, tra i quali non solo commedie leggere e grottesche, ma anche film importanti e intensi come Lo Sceicco Bianco di Federico Fellini (con il quale ha lavorato anche per I Vitelloni), Un Borghese Piccolo Piccolo di Mario Monicelli e Una Vita Difficile di Dino Risi.

Caratterista d’eccellenza, ha creato un vero e proprio personaggio cinematografico, l’italiano medio, e ha collaborato con alcuni dei più grandi registi della storia, tra i quali, oltre ai già citati, Mario Soldati, Alberto Lattuada, Steno, Luigi Zampa, Antonio Pietrangeli, Francesco Rosi, Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica, Elio Petri, Sergio Corbucci e molti altri.

Impossibile ricordare tutti i film nei quali ha recitato, ma tra le sue interpretazioni rimaste nella storia del cinema è d’obbligo ricordare quelle in Un Eroe Dei Nostri Tempi, Il Conte Max, Il Medico E Lo Stregone, La Grande Guerra, Il Vedovo, I Complessi, Un Italiano In America, Il Medico Della Mutua, Polvere Di Stelle, Il Marchese Del Grillo, Il Tassinaro e si potrebbe continuare a lungo.

Amato da tutti, critica e pubblico, manca molto come figura nel cinema di genere, anche se ha lasciato idealmente lo scettro al suo “pupillo” Carlo Verdone, con il quale ha collaborato in alcune occasioni. Ritornato in prima pagina per questioni ereditarie che poco hanno avuto a che fare con la sua grandezza di artista, rimarrà nella storia come uno degli interpreti più importanti della storia del cinema italiano e non solo.

ALESSANDRA CAVISI

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