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WsW Wufer ci racconta di “Turn” e la sua battaglia contro la violenza sulle donne

WuferEmiliano Menichetti, in arte WsW Wufer, è un artista e produttore romano che si occupa di musica fin da piccolo. Con la RedGoldGreen ha prodotto diversi artisti e nel frattempo si è occupato dei suoi lavori discografici fino all’ultimo singolo e video Turn.

WsW Wufer, data la particolarità del tuo moniker non possiamo non iniziare con la classica domanda: perché hai scelto proprio questo nome d’arte?

Iniziando dalla parte WsW: varie motivazioni mi hanno spinto, ma la più sentita era un modo di ringraziare i pionieri del genere rap rappresentati in un bellissimo film del ’79 Wild Style a cui ho personalmente aggiunto la seconda W per indicare il mio essere un “Warrior” di quella mentalità di quell’origine.

Poi si creano le tre W di internet per il lavoro di network per me fondamentale. La W del Wu-Tang Clan, dei Wailers… C’è tanto altro…

La W come Wufer invece nasce a Londra per la mia caratteristica vocale di cantare come un woofer, con una voce bassa in puro stile raggamuffin, con la “u” semplicemente per una scelta grafica legata al mio primo tag con pronuncia italiana per non perdere mai le radici.

Da quanto ti occupi di musica?

Praticamente da quando sono nato. Ho studiato prima pianoforte poi basso per più di dieci anni e canto sia individuale che gospel. Corso di scrittura creativa di testi e oggi dalla passione nello scrivere anche sceneggiatore per videoclip per la quale mi sono specializzato in un master molto importante come executive producer. Produco e vivo di musica da sempre e non solo quella suonata, prodotta o cantata ma anche quella ballata, per la mia passione nei confronti della breakdance diventata in momenti della mia vita anche un lavoro.

Di recente stai girando con il tuo nuovo video, Turn (potete guardarlo qui: https://www.youtube.com/watch?v=5_rbtJ91Ngc). Vuoi raccontarci com’è nato?

Turn nasce da una storia vera, da una lettera da cui ho estratto le parole del testo scritta per questa persona ed è stato interamente tutto realizzato con la sua partecipazione con la finalità di fare qualcosa di utile per far uscire dal silenzio questo tipo di problemi. #Noallaviolenzasulledonne.

Perché hai scelto come tema quello della violenza sulle donne?

Perché da uomo, nel vivere da vicino queste situazioni di violenza,Wufer2 mi sono reso anche conto di quanto non siano solo un problema delle donne ma della società intera. Perché il problema principale è che spesso si accusano le donne stesse, si nasconde il problema in famiglia, creando spirali che poi portano anche ad una violenza psicologica che distrugge chi vive quelle violenze ma logora anche chi per amore gli è vicino. Fino a che non ci si rende conto che urlare il problema, chiedere aiuto, denunciare non sono che gli unici veri rimedi.

Chi sono i collaboratori in questo video?

C’è un cast fantastico e stellare sia come tecnica che come importanza di molti singoli attori tra cui: Ana Rusiniuc, Emanuele Gabrieli, Federica Flavoni, Tomas Stifo, Piero Ali Passatore, Leila e Karim Bouriki, Vincenzo Petrarolo. Una vera e propria crew di produzione con Muna Bouriki, Federico Gidaro, Stefano Saporito, Silvia De Gennaro, una super make up artist, Annabel Silva, tanti altri amici, persone ed associazioni che si sono interessate al tema e hanno aiutato nella realizzazione del video stesso, interamente prodotto e scritto da me con la regia del mio amico e collega Matteo Montagna.

Sei musicista e produttore: oggi in Italia è difficile lavorare nel mondo della musica?

Mah, direi che oggi è difficile in tutti i campi. Io ho capito ed imparato dalla vita prima di tutto che ogni cosa a cui si aspira può essere realizzata se ci si crede e ci si mette la giusta dose d’impegno e passione. Non bisogna demordere mai e trovare continue soluzioni. Ma anche affidarsi e chiedere aiuto a chi ha più esperienza. Fare tutto ciò che serve per aiutare a farne uscire il più possibile per i più e di qualità.

ALESSANDRA MARGIOTTA

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