“La segnatrice” e i conflitti interiori nella Seconda Guerra Mondiale: l’intervista a Elena Magnani

elenamagnanilasegnatricecopertinaUn romanzo che ci trasporta in uno dei periodi storici più tragici, ossia la Seconda Guerra Mondiale, non soffermandosi, però, solo sulla storia politica dell’epoca bensì entrando nelle emozioni contrastanti che affrontavano quotidianamente le persone comuni. Parliamo de La Segnatrice, romanzo di Elena Magnani, edito da Giunti, e lo facciamo direttamente con l’autrice.

Elena, il tuo romanzo storico è molto particolare. Puoi riassumercelo per sommi capi?

Certo. La Segnatrice è un romanzo storico dove la Seconda Guerra Mondiale non fa solo da sfondo. Emergono nella storia la vita reale di quel tempo, le ingiustizie, la povertà, la guerra fisica e interiore di chi ha vissuto quel periodo. Anna, la Segnatrice, è una ragazza con un progetto di vita che verrà sconvolto dall’arrivo dei tedeschi. Con la sua determinazione e il suo dono tenterà di salvare i suoi cari, ma l’amore struggente e impossibile per il tenente tedesco che ha occupato la sua casa, mescolerà le carte in tavola. Si può amare il nemico? Si può amare chi tenti di combattere per salvare la tua famiglia? Queste sono le domande che centrano la storia.

Qual è il tuo rapporto con la scrittura?

Scrivere mi permette di fermare tutte le storie che mi sono sempre raccontata per tenermi compagnia. E fa sì che alcune di queste possano trasmettere emozioni ad altre persone. Diciamo che scrivere mi fa sentire in pace.

Un romanzo come il tuo, storico per definizione, richiede un’attenta ricerca al fine di riportare tra le pagine la realtà del tempo. Cosa ti ha portata a scrivere proprio questo tipo di storia?

Ovviamente per scrivere La Segnatrice la ricerca storica è stata fondamentale, anche perché desideravo che questa storia fosse la più veritiera possibile. Ho iniziato a scrivere questo romanzo come omaggio a una terra che mi ha accolta facendomi sentire a casa. Scrivere dei segnatori, che sono sempre avvolti da un’aura di mistero, è stata una semplice conseguenza, essendo questa pratica ancora insita nella vita di questi luoghi.

I luoghi di cui parli sono proprio qui in Italia, precisamente nel comune di Lucca. Come si accennava prima, da una parte c’è il tenente tedesco Matthias Von Bauer e dall’altra c’è Anna, che è in lotta contro l’invasore. Quanto sottile è la linea dell’odio e del sentimento amoroso?

In questo romanzo ho raccontato del bene e del male, ho scritto di due anime con le loro luci e le loro ombre. Quando nel nemico si scopre l’umanità, è difficile continuare a odiarlo. È questo che capiterà ad Anna.

Spesso ci si lamenta che oggi si legge troppo poco. Fra videogiochi, televisione e internet si ha sempre meno tempo per la lettura. Qual è il tuo pensiero sui lettori di oggi?

La società ci impone ritmi veloci, di conseguenza è più facile subire un film o una serie tv piuttosto che leggere un libro dove dobbiamo essere mentalmente attivi per immaginare la narrazione. Credo che comunque ci siano ancora molti lettori che si ritagliano piccoli spazi per gustarsi un buon romanzo. Di sicuro oggi i lettori sono più attenti agli acquisti.

Che messaggio vuoi lanciare alle attuali generazioni attraverso questo romanzo?

Di credere nel futuro. Crederci fermamente senza però dimenticare la memoria storica del nostro passato che ha ancora molto da insegnarci. E di non fermarsi alle apparenze, ma di scoprire negli altri la nostra stessa umanità. Di sforzarsi a essere empatici.

Ho sentito che hai già pronto un nuovo libro, è vero?

Sì, ho un nuovo romanzo ambientato in Italia nei primi del Novecento che uscirà per Giunti nel 2024.

Allora non vediamo l’ora di leggerlo, intanto consigliamo a tutti la lettura de La Segnatice.

Qui la scheda del libro sul sito della casa editrice: https://www.giunti.it/catalogo/la-segnatrice-9788809905771

VITTORIA LEVI

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