Mix di pattern e influenze musicali fuori dagli schemi per “All you can eat” degli Slivovitz

SlivovitzAllYouCanEatCOVERGli Slivovitz non sono certamente gli ultimi arrivati nel panorama della musica alternativa campana: suonano infatti insieme da circa quindici anni e hanno alle spalle un curriculum che vanta partecipazioni a kermesse di rilievo nazionale e pareri positivi da parte di pubblico e critica. Per chi conosce almeno un pizzico di musica, è innegabile averli incrociati qualche volta nella vita: oggi, invece, abbiamo il piacere di recensirli per la prima volta su I Think Magazine, ascoltando il disco All You Can Eat, pubblicato lo scorso autunno per la newyorkese Moonjune Records.

Eccesso” è la parola chiave di tutto l’album, il minimo comun denominatore capace di collegare le otto tracce proposte nel lavoro studio che segue Bani Ahead: se la definizione originaria degli Slivovtiz è riconducibile ad una matrice jazz, le influenze musicali presenti in quest’opera compongono un mosaico variegato, godibile e assolutamente mai scontato; si passa così dal funk alla musica gipsy, fino a raggiungere note che strizzano l’occhio ai poliziotteschi degli anni ’70.

È un lavoro sfalsato su piani molteplici, quello registrato dalla band partenopea: più chiavi di lettura aprono uno scrigno fatto di musica innovatrice, innalzando il settetto a maestri del genere, genialità musicali che possono davvero rinnovare ed attualizzare il genere.

All You Can Eat nella sua definizione più immediata: si può prendere tutto, ogni singola nota, e metabolizzarla. Garantiamo che neanche una semicroma risulterà indigesta.

Dalla loro pagina fb potete seguire la musica degli Slivovitz: https://www.facebook.com/SlivovitzMusic

Qui il video di Passannante: https://www.youtube.com/watch?v=fS9xrN5QIIE

GIANDOMENICO PICCOLO

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