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Thumbnail: uno sguardo sui Tanks and Tears

THUMBNAIL1.Chi siete, da dove venite e che musica proponete.

Francesco: Tanks and Tears sono Matteo, Claudio (da Prato) e Francesco (Firenze). Non ci piace etichettare la nostra musica all’interno di un genere, lasciamo che siano gli altri a farlo.

2.Il panorama musicale italiano aveva bisogno di voi?

Claudio: Sì, il panorama italiano ha bisogno di un gruppo come noi che cerca, anche grazie all’uso dell’inglese, di seguire e rappresentare la corrente alternativa mondiale. Forse possiamo essere in Italia tra le poche band a fare musica che sia la giusta miscela tra l’undeground più oscuro e il pop da classifica. Era ovvio che rispondessi sì! Ahahah!

3.Se voi foste una meta da raggiungere con il “navigatore musicale”, quali coordinate di artisti del passato o del presente dovremmo impostare, come strada da percorrere per arrivare al vostro sound?

Matteo: Sicuramente dovreste partire dai gruppi postpunk inglesi degli anni 70’80’, quali Joy Division, Killing  Joke, The Cure, passando per la scena grunge di Seattle fino ad arrivare ai Nine Inch Nails. Tra i gruppi del presente sicuramente A Place To Bury Strangers e The Soft Moon.

4.Il brano del vostro repertorio che preferite e perché questa scelta. TanksAndTears2

F: Danger perché mi carica a bestia suonarla!

C: Hills Of Death And Blood perché mi piace il testo rievocativo e le atmosfere che si creano.

M: Trying To Forgive, mi piace cantarla e lo faccio sempre con il cuore, sono affezionato a quel testo.

5.Il disco che vi ha cambiato la vita.

F: Fragile dei Nine Inch Nails, se devo sceglierne uno sicuramente questo.

C: Nevermind dei Nirvana: ero a Londra quando lo comprai, avevo 13 anni, ascoltai per un’ora l’attacco di Smells Like Teen Spirit e decisi che volevo suonare la chitarra nella vita.

M: Ce ne sono stati tanti che mi hanno cambiato la vita, ma se devo sceglierne uno mi viene in mente Americana della band The Offspring, mio fratello più grande lo portò a casa e io non facevo altro che ascoltarlo a ripetizione, avevo nove anni forse era la prima volta che ascoltavo musica.

6.Il vostro live più bello e quello invece peggio organizzato.

F: Il nostro live più bello credo sia stato a Vignola (MO) alla serata Grotesque. Era domenica pomeriggio, per la prima volta si pagava l’ingresso ad un nostro live e andò tutto benissimo, la gente era tanta ed entusiasta, ci fecero un sacco di complimenti e vendemmo pure parecchio merchandising. Ci torneremo spero!

C: Il live peggio organizzato forse è stato quando suonammo ad una nota festa del vino qui a Prato, dopo poco che eravamo sul palco iniziarono, non distanti da noi, i fuochi d’artificio e fu un bel chiasso! Ma non è finita qui, dopo poco, a mezzanotte e qualcosa fummo interrotti dalle forze dell’ordine e costretti a smettere di suonare. Del resto la musica da fastidio ai residenti, i fuochi d’artificio no.

7.Il locale di musica dal vivo secondo voi ancora troppo sottovalutato e, al contrario, quello eccessivamente valutato tra quelli dove avete suonato o ascoltato concerti di altri.

M: Forse sottovalutato quando ci andammo noi, ma adesso pian piano si sta facendo un nome è Il Paniere di Crema, un locale molto figo ricavato da un exbanca, si mangia bene ed ha una programmazione molto attenta alle novità musicali.

In quello sopravvalutato non ci siamo ancora stati e speriamo non accada mai, però è importante dire che sono anche le persone a fare i locali.

TanksAndTears18.Le tre migliori band emergenti della vostra regione.

C: Babylon K da Firenze: https://babylonk.bandcamp.com/

Go!Zilla anche loro da (Prato/Firenze): https://gozilla.bandcamp.com/

Hero Shima (Prato): https://heroshimaband.bandcamp.com/releases.

9.Come seguirvi, contattarvi, scambiare pareri con voi.

F: Seguirci è molto facile siamo molto attivi su

FACEBOOK: https://www.facebook.com/tanksandtears

BANDCAMP: https://tanksandtears.bandcamp.com/releases

SOUNDCLOUD: https://soundcloud.com/tanksandtears

TWITTER: https://twitter.com/tanksandtears.

10.La decima domanda, che mancava: “Fatevi una domanda e datevi una risposta”.

M: Forse una domanda giusta da fare sarebbe:

D: “Fin dove pensate o dove volete arrivare con la vostra musica?

R: La risposta è semplice: non ci poniamo limiti, quello che verrà lo prenderemo volentieri, cerchiamo di lavorare migliorandoci ogni giorno, di sicuro il sogno è quello di arrivare a campare di questo! Speriamo di farcela, personalmente non mi va di fare altro! Grazie e a presto! Saluti!

DORIANA TOZZI

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