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Thumbnail: Uno sguardo sui Palconudo

THUMBNAIL1.Chi siete, da dove venite e che musica proponete.

Palconudo, veniamo da Genova e proponiamo un rock acustico spesso sporcato con altri suoni, con una voce femminile spiccatamente al centro e minuziosi testi in italiano che si intrecciano sinusoidalmente.

2.Il panorama musicale italiano aveva bisogno di voi?

Non sapevamo che ne avesse bisogno e forse ancora non ne ha. L’urgenza espressiva era la nostra, e non ci siamo posti la domanda. Nel 2001 abbiamo solo composto e inciso la prima canzone, la band non esisteva neppure realmente, ma abbiamo spedito il brano ed ha vinto il premio De Andrè catapultandoci a suonare al Teatro Carlo Felice con i big italiani (Vinicio Capossela, Enzo Jannacci, Cristiano De Andrè, Angelo Branduardi, Loredana Bertè e molti altri). Lì abbiamo iniziato a crederci di più e da allora siamo al quarto album.

3.Se voi foste una meta da raggiungere con il “navigatore musicale”, quali coordinate di artisti del passato o del presente dovremmo impostare, come strada da percorrere per arrivare al vostro sound?

Sarebbe una gimcana tra salite e discese curiosamente passante dagli Area ai BuenaVista, per poi deviare verso Frankie Hi-nrg e i Pink Floyd, procedendo a zigzag tra Niccolò Fabi e i Gogol Bordello, scendendo a ruota verso i Fink e i Rage Against The Machine, per poi passeggiare con Capossela e Jeff Buckley, e sul tracciato non potrebbero mancare dei punti di ristoro caratterizzati da De Andrè e gli Afterhourspalconudo1

4.Il brano del vostro repertorio che preferite e perché questa scelta.

Certamente La danza dell’illusione, che è un nostro brano barricato e malinconico. Ha dato inizio a tutto ed è stato da noi suonato tra teatri e club in un sacco di diverse maniere.

5.Il disco che vi ha cambiato la vita.

È difficile rispondere quando ci sono sei teste musicali e sei influenze nella band, ma sicuramente un discone che al di là delle differenze di gusti ci metterebbe tutti d’accordo è Songs of Freedom di Bob Marley.

6.Il vostro live più bello e quello invece peggio organizzato.

L’anno scorso il bellissimo concerto dedicato all’artista delle luci Pepi Morgia. Piazza di Sanremo, con migliaia di persone che spingevano dalle transenne e noi sul palco a suonare musica nostra e poi a collaborare con grandi artisti (Bluvertigo, Baglioni e tanti altri) suonando brani con loro. Gran service, hotel, party after-show nel casinò…  Un’esperienza inimmaginabile! E poi si torna a “camallare” amplificatori sulla schiena come prima…

Il peggiore invece è stato sicuramente al ristorante (non faccio il nome). Mentre suonavamo pezzi di un certo spessore e che richiedevano un ambiente attento, la gente mangiava e urlava e passavano i camerieri tra noi, poi verso la fine ci hanno anche chiesto se suonavamo Tanti auguri a te come dedica perché c’era una festeggiata in sala e lì forse abbiamo toccato il fondo del nostro trash…

palconudo27.Il locale di musica dal vivo secondo voi ancora troppo sottovalutato e, al contrario, quello eccessivamente valutato tra quelli dove avete suonato o ascoltato concerti di altri.

Lo Spazio Lomellini, nel centro storico di Genova, è sicuramente una piccola perla dove si iniziano a sentire sempre concerti variegati e ben organizzati, con una cura scenica di luci e dettagli.

Il Crazy Bull di via Degola, dove suonammo anni fa, è molto gettonato per la metratura ma in realtà ha un sacco di difetti e non è una bella serata solitamente…

8.Le tre migliori band emergenti della vostra regione.

Genova è un po’ avara di cose valide e originali, nel senso che iniziano molte band ma quasi nessuna prosegue e quindi faremmo già dei nomi che ormai da un anno o due non esistono più. Certamente ora degni di nota sono il progetto River di Filippo Ghiglione e la simpatica ed emozionante cantante Martina Vinci, ma forse la vera jazz-star sommersa che chiama sempre amore e rispetto è Pennellone (in arte “Penne”)!

9.Come seguirvi, contattarvi, scambiare pareri con voi.

Sulle nostre pagine social di Facebook e Instagram. Oppure scrivendoci direttamente alla nostra mail palconudo@gmail.com o al nostro ufficio stampa La Mela Dischi (lameladischi@gmail.com).

10.La decima domanda, che mancava: “Fatevi una domanda e datevi una risposta”.

D: Dove state andando se vi guardate avanti?

R: Come album stiamo lavorando con costanza per completare la nostra pentalogia dedicata ai cinque sensi. Il primo album era Occhi malati di bellezza, il secondo era Bevi dalla mia bocca, il terzo era Voli essenziali. Ora mancano il gusto e il tatto!

Mentre sul versante live siamo orientati a cercare serate extra-genovesi in situazioni sempre differenti, collaborando con artisti del posto. Vogliamo organizzare un altro mini tour in varie regioni italiane per esibirci in piccoli club e spargere le nostre canzoni. Anche gli home concert sono un’esperienza da ripetere e che ci rappresenta benissimo!

DORIANA TOZZI

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