Thumbnail: uno sguardo sui Malerba

THUMBNAIL1.Chi siete, da dove venite e che musica proponete.

Siamo amici di lunga data io ed Eros, abbiamo condiviso tanti anni di musica insieme in una cover band della scena rock della provincia di Bologna, chiamata Fuorizona, nella quale io suono e canto ancora. Ma il progetto Malerba è nato quando Eros, uscito dal gruppo nel 2012 con l’intenzione di comporre musica propria, mi ha coinvolto nella stesura delle canzoni proponendomi di realizzare un album.

Si sono susseguiti poi due anni e mezzo di intenso lavoro musicale: abbiamo fuso i nostri gusti musicali e le nostre idee per creare un insieme di canzoni che avessero il sapore non scontato del racconto del nostro tempo, con le sue luci ed ombre.

Così Eros componendo le musiche ed io scrivendo i testi (e talvolta insieme creando giri e arrangiamenti musicali) abbiamo realizzato dodici pezzi che abbiamo raccolto sotto il nome Malerba e in un album che abbiamo chiamato La deriva dei sogni.

Seppure il progetto sia partito da due menti sole, l’idea che ci ha sempre pervaso era che suonasse concettualmente come un ensamble musicale da band. Proprio per questo, a progetto ultimato, si sono aggiunti a noi due musicisti per completare e incorniciare definitivamente (o quasi) il tutto: Stefano Parazza al basso e Gianluca Vitali alla batteria. Con Steve e Giangio ora porteremo in giro live La deriva dei sogni.

2.Il panorama musicale italiano aveva bisogno di voi?

A dire il vero il panorama musicale italiano avrebbe bisogno di costanti novità e rinnovamenti importanti perché attraversiamo un periodo di omologazione culturale davvero senza precedenti e nella musica emergono quasi esclusivamente coloro che passano dai talent, indirizzati e/o costruiti apposta da “giudici” di musica che se ne stanno lì solo per rimpolpare la loro visibilità. E poi la musica non è mai una gara a chi arriva primo o chi viene giudicato “più bravo” di altri.

Detto questo, non so se il panorama musicale italiano aveva bisogno di noi, ma possiamo dire che noi ci siamo, e davvero!

3.Se voi foste una meta da raggiungere con il “navigatore musicale”, quali coordinate di artisti del passato o del presente dovremmo impostare, come strada da percorrere per arrivare al vostro sound?

È un po’ complicato. Se ci fosse un navigatore di questo tipo forse, ad un certo punto, si perderebbe pure lui, infatti io ed Eros abbiamo un background di ascolto musicale molto vasto ma comunque abbastanza lontano dall’idea di “genere musicale”. Ad ogni modo potreste provare ad impostare queste coordinate: Area, Stevie Ray Vaughan, Opeth, Porcupine Tree (Eros) e Fabrizio De André, Litfiba, Timoria, Grant Lee Buffalo, Pink Floyd, Counting Crow, Queen (Valeriano), sempre parlando di “ascolti ed ispirazioni”… e forse troverete i Malerba!

4.Il brano del vostro repertorio che preferite e perché questa scelta. MalerbaLaDerivaDeiSogniCOVER

Francine, che è il brano di apertura del disco. Sostanzialmente perché  parla del caso di Emanuela Orlandi, una ferita ancora aperta per il nostro paese e che non si vuole ancora rimarginare. Mantenere viva l’attenzione su questa vicenda e su tante altre simili che hanno provocato un dolore assurdo a tante persone dovrebbe essere un dovere civico e morale di tutti. Così come pretendere la verità dalle istituzioni che dovrebbero tutelare le persone invece di cercare di insabbiare o rimuovere dalla memoria popolare i fatti più sgradevoli nei quali, paradossalmente, esse sono coinvolte.

Francine rappresenta con un nome solo tutte queste persone violentate dal sistema o dalle forme di potere più imperanti, ed anche se il testo e la copertina del nostro album fanno chiaro riferimento ad Emanuela, abbiamo scelto il nome “Francine” per abbracciare tutte queste persone alle quali è stata tolta la possibilità di vivere una vita libera e coi propri sogni. Una vera e propria “deriva dei sogni”, appunto.

Link per ascoltare la canzone: http://open.spotify.com/track/1nVyV1Rb8FPjTngHcWcU3G.

5.Il disco che vi ha cambiato la vita.

Ci sono un sacco di album che ci hanno emozionato e, in un certo senso, “cambiato la vita”, ma se dovessimo individuarne uno, sicuramente io (Valeriano) direi Storia di un impiegato, di Fabrizio de André. Non solo per la musica e la poetica ma per l’inedita capacità di raccontare le disillusioni delle ideologie. Cosa rara.

Eros invece menziona sempre il Greatest Hits I dei Queen. Gli regalarono il vinile i genitori quando aveva circa undici anni e senza quel vinile probabilmente non avrebbe mai comprato una chitarra.

6.Il vostro live più bello e quello invece peggio organizzato.

Saremo felici di rispondervi fra qualche anno, quando avremo alle spalle un po’ di concerti in più, essendo questa un’avventura nuova. Di certo nelle precedenti esperienze abbiamo fatto sia live ben organizzati che live terrificanti… Diciamo che per quelli terrificanti ricordiamo una festa di carnevale ad altissimo tasso alcolico (del pubblico) dove credevamo ci avrebbero linciato. Avete presente il film dei Blues Brothers, quando nel locale c’è la rete e lanciano bottiglie ecc? Be’, quella volta della rete di ferro ne abbiamo davvero sentito la mancanza!

7.Il locale di musica dal vivo secondo voi ancora troppo sottovalutato e, al contrario, quello eccessivamente valutato tra quelli dove avete suonato o ascoltato concerti di altri.

Esistono molti locali nei quali abbiamo assistito, in tanti anni di passione musicale, a molti concerti di svariati artisti. Tutti quanti sono eccellenti e danno spazio all’organizzazione dei live in maniera, a nostro avviso, molto professionale. Mi verrebbe da segnalare, a Bologna, Estragon, Bravo Caffè, Giostrà o in regione il sempre eccellente Vox Club di Nonantola. Invece, sempre a Bologna, direi che l’Unipol Arena ospita sempre grandi concerti ma ha un’acustica che a noi non piace troppo.

Malerba8.Le tre migliori band emergenti della vostra regione.

Quasi quasi ci viene da rispondere “noi” (almeno una delle tre). A dire il vero la vastità di gente ottima che fa musica non coincide con la giusta visibilità (sempre per quel discorso di omologazione culturale che dicevamo prima: troppa esposizione mediatica da social network e di conseguenza paralisi della scelta). Però potremmo almeno indicare un valido musicista, che abbiamo il piacere di conoscere direttamente, come Claudio Vignali, nostro amico ma anche straordinario talento jazz, tastierista che ha ottenuto grandi riscontri anche internazionali e sicuramente una delle perle più luminose non solo della nostra zona ma del panorama musicale italiano. Ha registrato un album di jazz sperimentale con un progetto chiamato Indù, lo consigliamo davvero caldamente.

Link all’album degli Indù: http://open.spotify.com/artist/6wNNbvb5QdOcPzDZGlpShE.

9.Come seguirvi, contattarvi, scambiare pareri con voi.

Potete seguirci, contattarci e scriverci su Facebook, Instagram e Twitter cercando Malerba The Band. Oppure contattarci alla mail malerbatheband@gmail.com.

10.La decima domanda, che mancava: “Fatevi una domanda e datevi una risposta”.

D: Cosa volete aggiungere a questa intervista?

R: Possiamo solamente aggiungere che il nostro impegno e passione per la musica ci hanno condotto a realizzare il sogno di produrre un album che potesse esprimersi liberamente di fronte agli schemi e logiche che dominano sul contesto musicale italiano, rendendo piatto l’orizzonte della cultura musicale senza fare apparire meritevolmente chi ne ha le caratteristiche giuste e migliori. Non so se siamo in questa categoria ma di sicuro nel nostro lavoro c’è cuore. Un cuore che, ascoltando, si fa riconoscere nel suo battito.

DORIANA TOZZI

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