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Thumbnail: uno sguardo sui Kayseren

THUMBNAIL1. Chi siete, da dove venite e che musica proponete.  

Ci chiamiamo Kayseren, veniamo da Riccione e alterniamo sonorità “dure” a momenti più dolci e intimi, il tutto in una cornice rock/stoner piuttosto ruvida, con testi in italiano. Siamo Filippo Filippini, chitarra e voce, Alex Romagna al basso e Alessandro Leonardi alla batteria e ai cori.

2. Il panorama musicale italiano aveva bisogno di voi?

“Bisogno” è una parola che ha un alto significato, almeno per quanto ci riguarda. Il nostro far musica nasce dall’esigenza di esprimere le nostre idee, dal nostro bisogno (in questo caso sì) di comunicare qualcosa: che poi questo qualcosa sia percepito come di fondamentale importanza ed apprezzato a pieno non spetta noi dirlo. Quello che possiamo invece dire è che suonare, per noi, è quasi l’unica maniera per sentirci realizzati a pieno.

3. Se voi foste una meta da raggiungere con il “navigatore musicale”, quali coordinate di artisti del passato o del presente dovremmo impostare, come strada da percorrere per arrivare al vostro sound?

Dovreste digitare Pearl Jam, Soundgarden e Nirvana per capire il mood che sta alla base dei nostri pezzi. Un misto di rabbia e sconforto che, forse, solo la pioggia cronica di Seattle e la nebbia autunnale delle nostre zone possono scatenare: è qualcosa che ti entra nelle ossa.

Scrivete poi Rage Against The Machine o Audioslave per capire da dove nascono alcuni dei nostri riff. Ora impostate il navigatore su Queen Of The Stone Age e Jack White per avere un’idea complessiva del nostro sound.

A questo punto è ora di tornare a casa… digitate Verdena come gruppo italiano probabilmente più vicino a quello che facciamo.

4. Il brano del vostro repertorio che preferite e perché questa scelta. Kayseren1

È una scelta difficile quella di dar una preferenza ad un brano in particolare del nostro repertorio poiché in qualche modo ogni pezzo rappresenta un momento, uno stato d’animo del gruppo. In ogni caso potremmo menzionare L’ora del tè come pezzo che più identifica il sound odierno dei Kayseren. La trovate come terza traccia dell’EP Il gioco di Regina, qui soundcloud.com/kayseren3 e qui: kayseren3.bandcamp.com.

5. Il disco che vi ha cambiato la vita.

Alex: difficile rispondere indicandone solamente uno, ma, se proprio devo, direi Standing on the shoulder of giants degli Oasis. Al momento della sua uscita avevo 18 anni e ha contribuito enormemente ad indirizzarmi definitivamente verso il rock e farmi anche imbracciare la prima chitarra.

Filippo: Ten dei Pearl Jam è stato un fulmine a ciel sereno per me. Avevo 16-17 anni quando in una jam in sala prove un ragazzo più grande di me attacca un riff (quello di Alive) e mi “ordina” di accompagnarlo in la maggiore. Quel riff mi entra così prepotentemente in testa che tornato a casa continuo a suonarlo per ore senza sapere a chi appartenesse o come il pezzo proseguisse. Di lì scopro i Pearl Jam e rimango letteralmente folgorato dalla voce e dal carisma di Eddie Vedder. Ogni storia raccontata in Ten mi ha segnato nel profondo e in qualche modo lego indissolubilmente la mia adolescenza a quelle tracce.

Alessandro: Does this look infected? dei Sum41. Nonostante non sia più tra i miei ascolti attuali e abituali è un disco a cui sono molto legato. Mi aveva colpito un brano in particolare, Still waiting. Ossessionato da quel pezzo, sono corso in un negozio di dischi a comprare il mio primo CD. Posso dire con certezza che sia stata la scintilla che ha acceso la passione per la musica in me.

6. Il vostro live più bello e quello invece peggio organizzato.

Il nostro live meglio riuscito è stato sicuramente quello al Tender Club di Firenze. Quella sera si è creata un’alchimia perfetta tra suono ed energia sul palco e pubblico in sala: una situazione spesso difficile da raggiungere in cui si è un tutt’uno con la musica, tutto gira per il meglio e  non rimane che godersi a pieno quella sensazione.

Per il peggiore potremmo citare un live al Vidia Club di Cesena. Abbiamo avuto diversi problemi tecnici ai nostri strumenti e altri problemi dovuti all’organizzazione. Ad esempio i monitor di palco non erano aperti all’inizio del live (nonostante un soundcheck fatto qualche ora prima!) e siamo stati costretti a suonare il primo pezzo a memoria senza avere la possibilità di sentirci. Fatta notare la cosa al fonico, al secondo pezzo sono stati aperti ad un volume spropositato. Un larsen innescato dalla spia centrale del palco ha quasi reso sordo Filippo che ha suonato e cantato per tutto il resto del concerto con un male allucinante al timpano sinistro!

7. Il locale di musica dal vivo secondo voi ancora troppo sottovalutato e, al contrario, quello eccessivamente valutato tra quelli dove avete suonato o ascoltato concerti di altri.

Il Kalinka di Carpi, in cui abbiamo suonato recentemente, è sicuramente un gran bel locale e meriterebbe di essere più conosciuto. D’altro canto locali come Velvet di Rimini e Vidia di Cesena sono rimasti, secondo noi, con poco da dire per quel che riguarda i concerti dal vivo (purtroppo). Capita che organizzino qualche bel live ma sono sempre più rari. Diciamo che andando a vedere la lista (non proprio recentissima) di chi ha suonato in questi posti, si capisce perché questi due locali si siano fatti un nome nel panorama italiano, ma la sensazione è che ormai sia rimasto solo quello.

Capiamo comunque che, essendo sempre meno le persone interessate alla musica dal vivo e al rock in particolare, i gestori devono, di conseguenza, prendere scelte diverse da quelle che vorremmo.

Kayseren28. Le tre migliori band emergenti della vostra regione.

Elephant Gravestone: li abbiamo conosciuti in occasione di un live e ci sono piaciuti parecchio. Fanno dell’ottimo psichedelic-stoner-rock: https://soundcloud.com/elephant-gravestone.

No Longer Player: è il progetto di Cristian d’Emilio, anche lui di Riccione, nostro grande amico. Propone un brit-pop veramente ben fatto: http://www.nolongerplayer.com/.

Pur non essendo della nostra regione sentiamo di menzionare gli Swordfish Project. Propongono un misto di rock/rap/elettronica da loro definito “ostile”: https://www.facebook.com/swordfish.project.page/?sk=app_178091127385.

9. Come seguirvi, contattarvi, scambiare pareri con voi.

www.facebook.com/kayseren3

twitter.com/kayseren3

https://www.youtube.com/channel/UC6VBhS24ecxtYEKbinnSEQg

www.reverbnation.com/kayseren

kayseren3@gmail.com.

10. La decima domanda, che mancava: “Fatevi una domanda e datevi una risposta”.

D: Progetti per l’immediato futuro?

R: Stiamo promuovendo il nostro primo EP, Il Gioco di Regina, (scaricabile gratuitamente dai link che vi abbiamo dato prima) attraverso un tour live (#gdrtour) che toccherà il centro/nord Italia. Inoltre faremo qualche ospitata in radio per far conoscere il nostro lavoro, proprio come stiamo facendo qui con voi.

Abbiamo in mente di portare avanti lo spettacolo dal vivo fino a fine primavera 2016 per poi dedicarci interamente ad un secondo lavoro in studio. Keep on rockin’!

DORIANA TOZZI

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