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Thumbnail: uno sguardo su Il Colle

THUMBNAIL1.Chi siete, da dove venite e che musica proponete.

Ciao! Noi siamo il Colle, “il Colle band” per i social network, dato che gli agriturismi in quel campo ci danno del filo da torcere e ci tolgono la visibilità. Siamo un gruppo originario dell’Empolese Valdelsa ma visto che due membri del gruppo (cioè la metà!) sono di un piccolo paese chiamato Limite sull’Arno, ci piace dire che siamo limitesi. Comunque per gli scarsi intenditori del Valdarno inferiore semplifichiamo la cosa dicendo che siamo di Empoli, che non è solo una squadra di calcio, e così potete collocarci in un’area geografica.

Nonostante nelle nostre canzoni prendiamo spunto da diversi generi quali il folk, il punk, il rock, il pop, il cantautorato, il surf…, il nostro genere può essere semplicemente definito un folk/rock molto pop anche se noi siamo convinti di essere i cultori di un nuovo genere: il pop d’Arno! Se esiste il Britpop, perché non può esistere il pop nostrano!? Alla fine il pop d’Arno non è nient’altro che quello che suoniamo: appunto un folk/rock dall’essenza pop o un pop dall’essenza rock/folk oppure… decidetelo voi!

2.Il panorama musicale italiano aveva bisogno di voi?

Certo che sì, non vi ho appena detto che abbiamo inventato un nuovo genere!?

3.Se voi foste una meta da raggiungere con il “navigatore musicale”, quali coordinate di artisti del passato o del presente dovremmo impostare, come strada da percorrere per arrivare al vostro sound?

Come per quasi tutti i gruppi, essendo più teste pensanti, i punti da cui partire per arrivare alla nostra musica sono molti e vanno dai più disparati. Per il nostro batterista (il Cecco) possono essere cantanti e gruppi come Manu Chao, i Latte+, i Punkreas e qualsiasi altro gruppo ska/punk/reggae.

Per il nostro Giacomino (il chitarrista), invece sono gruppi come i Beatles ed il rock anni ’60 ’70 in generale… Oh, non riusciamo a mandarlo più avanti di lì…

Per me invece, che sono Cillo (il cantante), i gruppi di riferimento possono essere i Diaframma, i Beatles, la Bandabardò o cantautori come Bobo Rondelli, Piero Ciampi, Claudio Lolli, Ance etc…

E per quanto riguarda il Favuzza (il bassista)… ci credete che non so cosa ascolti? Come ogni bassista, ascolterà solo cose in cui c’è da ascoltare il basso… Almeno credo…

Comunque! Se volete trovarci attraverso altri gruppi mettete sul navigatore queste coordinate: Ottavo Padiglione, Bandabardò, Bobo Rondelli, Diaframma, Piero Ciampi.

4.Il brano del vostro repertorio che preferite e perché questa scelta. ilcolle1

Mah… domanda difficile… Se devo essere sincero non me la sentirei di rispondere… Ogni brano ha una storia a sé e vive di vita propria, anche se poi magari non cammina sulle proprie gambe! Felice, triste, spensierato o pensoso che sia, ogni brano è un pezzo di vita… Durante i live però ci piace tanto suonare Mamma Comprami La Droga, perché ci dà una carica immensa e vediamo che la dà anche al pubblico. La stessa cosa vale per Io Ti Amo Calimero (Parigi), il singolo del nostro disco: alla fine quando vedi le persone ballare e cantare una determinata canzone scritta e composta con spontaneità, sei felice e la apprezzi di più.

Visto? Ho risposto!

Io Ti Amo Calimero (Parigi): https://www.youtube.com/watch?v=VWr4ngJBFFk

Mamma ti Prego Comprami La Droga: https://open.spotify.com/track/7sXuVkdMD0jOsunJfLKNwc.

5.Il disco che vi ha cambiato la vita.

Questa è una domanda molto personale, quindi non me la sento di rispondere per gli altri… per quanto riguarda me, il disco che mi ha cambiato la vita è stato senz’altro 3 Passi Avanti della Bandabardò. È con questo disco che li ho conosciuti e mi ha aperto un mondo fatto di sogni e di voglia di realizzarli, di battermi per loro.

6.Il vostro live più bello e quello invece peggio organizzato.

Mmm… Ci penso… Allora, prima devo fare una piccola premessa: partiamo dal presupposto che i nostri live non sono mai uno uguale all’altro, prima di tutto perché suoniamo nei luoghi e nelle situazioni più disparate (dal palco grande alla situazione in acustico per strada) e di conseguenza in atmosfere intime o situazioni da bolgia. Resta quindi un po’ difficile avere un termine di paragone. Senz’altro una delle date più carine è stata a Pordenone, dove suonammo in una piccola trattoria, in acustico, davanti a un pugno di persone. L’atmosfera si era fatta intima ed eravamo liberi di parlare delle nostre canzoni, liberi di essere ascoltati. Alla fine è per questo che principalmente facciamo musica: perché vogliamo comunicare, perché abbiamo qualcosa da dire, perché abbiamo un mondo da far conoscere (GRAZIE FIUME VENETO!).

La data più incredibile in senso negativo è stata invece ad una festa dell’Unità organizzata un po’ alla “meglio peggio” (non diciamo quale…), in cui ci chiamarono a suonare pochi giorni prima dell’evento. Dovevamo esibirci prima di una discussione sulla legalizzazione della canapa… il problema è che il dibattito era da una parte, e noi rimpiattati da tutt’altra in orario aperitivo! Quindi abbiamo suonato davanti a tre persone di numero, anzi no, erano ben quattro! Adesso però arriva il bello, e sai qual è? È che se non ci fossero state quelle quattro persone, non avremmo nemmeno potuto dire “Abbiamo suonato per il fonico” (nota probabilmente inutile: in gergo musicale vuol dire che nessuno è presente durante l’esibizione) perché mentre suonavamo il fonico se ne è sbattuto altamente, andandosene a mangiare la pizza ed ha risposto ai nostri richiami solo quando abbiamo cominciato ad urlare al “Al fuoco!”.

7.Il locale di musica dal vivo secondo voi ancora troppo sottovalutato e, al contrario, quello eccessivamente valutato tra quelli dove avete suonato o ascoltato concerti di altri.

Ma che domanda scomoda! Dove c’è amore per la musica, c’è un bel locale. Dove ci sono i soldi per il musicista, c’è amore per la musica. Dove ci sono i soldi, non c’è Il Colle… ma c’è musica!

ilcolle28.Le tre migliori band emergenti della vostra regione.

Più che parlare di gruppi emergenti ci piacerebbe far sapere ai lettori che nell’empolese sta nascendo ed è nata, da un po’ di tempo a questa parte, una bella scena cantautorale nostrana. Un pop d’Arno! Con artisti giovani giovani come Antonio Bollettino ed Emma Maestrelli, ed altri un po’ più avanti come Andrea Maestrelli o Cecco & Cipo e colui che secondo noi è il padre del cantautorato empolese (perché diciamolo dai: a Empoli esiste una scuola cantautoriale non dichiarata!) ossia Andrea Lovito, in arte Ance. Quindi va bene se deviamo la domanda e vi portiamo a conoscere qualcosina della scena cantautorale e del pop d’Arno empolese?

Ance –  La Skarantella: https://www.youtube.com/watch?v=uXvMn10xnkI

Antonio Bollettino Il Giorno Del Signore: https://open.spotify.com/track/44VSzUFJ6hIT3uEMjt9M8i

Andrea MaestrelliHolden: https://www.youtube.com/watch?v=Y2T72IlqJQg.

9.Come seguirvi, contattarvi, scambiare pareri con voi.

Per seguirci basta mettere un bel “Mi Piace” sulla nostra pagina Facebook o Instagram. Su Instagram pubblichiamo qualche minchiata ogni tanto, mentre su Facebook ci dedichiamo più a ciò che si attiene alla musica. Potete cercarci anche su Youtube dove pubblichiamo i nostri video musicali ed alle volte spezzoni dei live. In queste tre piattaforme ci potete trovare col nome di “Il Colle band”. Poi, cosa che ci farebbe ancora più piacere, se volete ascoltare il nostro disco per intero potete farlo su Spotify, cercando il suo titolo, Dalla Parte Dello Scemo, o noi, Il Colle. E se vi è piaciuto correte ad acquistarlo in un negozio di dischi!

Alla fine, potete mandarci un resoconto via mail a ilcolleband@gmail.com , ma se siete all’antica potete mandare un piccione viaggiatore direttamente a Castra 110, dimora del nostro amato Cecco, il batterista.

Manca nulla?

10.La decima domanda, che mancava: “Fatevi una domanda e datevi una risposta”.

Per non sforzare ulteriormente il cervello sai che facciamo? Ci autocitiamo:

D: “Vivere una vita senza sognare si può?”

R: NO!

Grazie mille a chi ci ha letto fino in fondo! Ciao! Grazie I Think Magazine!

DORIANA TOZZI

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