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Thumbnail: uno sguardo sul Capitano Merletti

THUMBNAIL1.Chi sei, da dove vieni e che musica proponi.

Capitano Merletti, uomo, 42 anni, nazionalità italiana, militante nell’underground italico dal 1995, polistrumentista, autore, compositore, record producer, uomo di casa. Ex Chinasky, ex Maya Galattici. Genere: indie folk/psychedelic rock/experimental. Label: Pipapop Records.

2.Il panorama musicale italiano aveva bisogno di te?

Sì, perché sono un musicista indipendente, scrivo e registro le mie produzioni in maniera autonoma, quasi completamente da solo. Faccio quello che mi piace e mi diverto, cerco di fare musica libera, ispirata, originale. Ho la presunzione di pensare che le persone che fanno e ascoltano musica abbiano bisogno che progetti come il mio esistano, perché segnano un punto fermo e possono tracciare una linea, una direzione per qualcuno, come altri artisti l’hanno tracciata prima per me, ed è come restituire un dono, qualcosa che si è preso perché se ne aveva bisogno, fame, era indispensabile. La libertà garantisce qualità, ispirazione, musica vera, non prodotti.

3.Se tu fossi una meta da raggiungere con il “navigatore musicale”, quali coordinate di artisti del passato o del presente dovremmo impostare, come strada da percorrere per arrivare al tuo sound?

Ascolto musica continuamente da quando ero piccolissimo, ho passato al setaccio praticamente quasi ogni genere e corrente musicale, senza pregiudizi di sorta. Come musicista ho suonato le cose più diverse, dalla musica classica alla gavetta nelle orchestre, gruppi punk, grunge, rock, indie, ecc… perciò è difficile capire cosa mi abbia influenzato di più. Vi posso dire che anch’io ho le mie stelle luminose, e penso che in qualche modo siano entrate dentro quello che faccio. Puntate le coordinate su Syd Barrett, The Flaming Lips, Neil Young, Beck, Nick Drake, Sonic Youth e sicuramente mi troverete, però potreste cercarmi anche con Piero Piccioni, The Rokes, Lucio Battisti

4.Il brano del tuo repertorio che preferisci e perché questa scelta.

Terence. È un brano che ho scritto giovanissimo, l’ho suonato e riarrangiato praticamente con tutte le mie formazioni precedenti e non mi ha mai annoiato, sembra non perdere smalto col tempo (forse è un bel pezzo!) e l’ho inserito in Shortwaves from the U.F.O. Channel, il mio ultimo disco, in una versione rivisitata per l’ennesima volta. Mi accompagna nel mio viaggio, forse è la mia canzone più autentica, sincera e pura. Parla della condizione umana, delle sue meraviglie e dell’imparare a lasciare andare. È il primo brano in scaletta ai miei concerti.
Song streaming: http://capitanomerletti.bandcamp.com/track/terence-black-hole-version-2 / Video link: https://youtu.be/Sy5B66En5JU. capitanomerletti2019a

5.Il disco che ti ha cambiato la vita.

The Madcap Laughs di Syd Barrett, una folgorazione. Ricordo come fosse ora il momento preciso: stavo bighellonando con le cuffie nelle orecchie e il walkman a cassetta (!!!) per le strade di Udine quando è arrivata la seconda traccia, No Good Trying; mi sono letteralmente trovato a camminare su una nuvoletta, non sono mai più stato la persona che ero prima. Barrett mi ha aperto un mondo grazie a delle canzoni bellissime, geniali e imperfette. In Barrett abitava uno spirito magico, un alieno psichedelico; incredibile tutto quello che ha scritto, aveva un approccio pittorico alle canzoni, dipingeva la musica, un maestro.

6.Il tuo live più bello e quello invece peggio organizzato.

Un live veramente ben riuscito è stato quest’estate alla Darsena Pop Up di Ravenna, per l’Area 51 Summer Festival, organizzazione e location top, pubblico caldo. Pollice basso invece per un festival (che non cito per cortesia) che si tiene a Treviso; musicisti abbandonati a se stessi, palchi improvvisati qua e là, nessuna persona di riferimento, non c’era nemmeno il fonico audio, mi son dovuto fare il soundcheck da solo. Gazebi col fritto, Mojito da asporto, palloncini colorati. Un grande circo che con la musica live ha poco o niente a che fare. Spero abbiano imparato dai loro errori per le edizioni successive.

7.Il locale di musica dal vivo secondo te ancora troppo sottovalutato e, al contrario, quello eccessivamente valutato tra quelli dove hai suonato o ascoltato concerti di altri.

I locali sono fatti dalle persone che vanno ai concerti, perciò non darei un giudizio ai locali, che il più delle volte sono costretti da ragioni economiche a proporre robaccia che però tira. Farei un Trip Advisor al contrario rivolto al pubblico, su cosa si aspetta da un live, perché ci va, se è preparato, educato. Non so cosa ne uscirebbe, forse non ci piacerebbe molto. Un ottimo locale in cui mi piace sempre tornare è l’Altroquando a Zero Branco (TV), fatto da gente seria, programmazione di qualità, con un piglio internazionale. Un pilastro.

capitanomerletti2019b8.Le tre migliori band emergenti della tua regione.

Charles Wallace, (alt-country), della mia stessa etichetta Pipapop Records. Un ragazzo talentuosissimo, scrive canzoni dirette che ti smuovono dentro, autentico, una perla. Link: http://cwallacemusic.bandcamp.com/track/roller-coaster-baby.

New Candys, psych-rock fatto bene, più che emergenti, emersi; se ne stanno accorgendo all’estero, orgoglio nazionale. Link: https://youtu.be/mHiaVznIIJQ.

Elli de Mon, wild blues e psichedelia indiana, one woman band, una donna; che gli dei del rock ce ne mandino di più di così. Link: http://ellidemon.bandcamp.com/track/spell.

9.Come seguirti, contattarti, scambiare pareri con te.

http://pipapop.com/artist/capitanomerletti/
http://capitanomerletti.bandcamp.com
http://www.facebook.com/capitanomerlettipipapoprecords/

10.La decima domanda, che mancava: “Fatti una domanda e datti una risposta”.

D: Che consiglio daresti a una giovane band?

R: Concentratevi sulla musica, sulla qualità di quello che fate, spegnete i cellulari, lasciate fuori il mondo quando siete in quello stato magico che solo la musica sa creare. Siate autonomi nel registrarvi, tanto di quello che sarete è quello, cercate il vostro suono, fatevi voi i vostri suoni, con i pedalini, filtrate, modificate, non accontentatevi mai dei plug-in e dei virtual instruments presi così come sono, sono tutti uguali, fanno suonare le band tutte uguali. Createvi una rispettabilità, prendete ispirazione dai grandi, non dalle mezze calzette. Che il rock sia con voi. Ramen.

DORIANA TOZZI

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