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Thumbnail: uno sguardo su Augustine

THUMBNAIL1.Chi sei, da dove vieni e che musica proponi.

Sono Augustine (Sara Baggini), vengo da Perugia ma sono nata in Valtellina, a Sondrio. Sono cantautrice e produttrice, nel senso che mi piace lavorare ai miei pezzi in totale autonomia ed in ogni fase del lavoro, dalla composizione all’arrangiamento, fino alla registrazione di ogni strumento; sonorità e vocalità sono di derivazione wave e dream pop.

2.Il panorama musicale italiano aveva bisogno di te?

Sono qui per tutte le persone che ancora cercano ed apprezzano l’autenticità; per chi, come me, ascolta la musica per farsi portare lontano, in alto, nella luce accecante, oppure giù, nelle profondità più oscure; per perdersi, disconoscersi e ritrovarsi. Sono certa che costoro saranno felici di incontrarmi; ed io di incontrare loro.

3.Se tu fossi una meta da raggiungere con il “navigatore musicale”, quali coordinate di artisti del passato o del presente dovremmo impostare, come strada da percorrere per arrivare al tuo sound?

Partite da Wave City, piazza Cocteau Twins. Percorrete viale Dead Can Dance fino all’incrocio con via This Mortal Coil. Svoltate poi a sinistra in largo Siouxsie And The Banshees. Alla rotonda, prendete la prima uscita e percorrete via Sinéad O’Connor. Mantenete la destra, per rimanere su viale PJ Harvey. All’incrocio svoltate a sinistra e prendete via Agnes Obel. Alla rotonda, prendete la terza uscita e imboccate via Enya. Percorrete la prima traversa a destra, via Julianna Barwick. La vostra destinazione si trova a 300 m alla vostra sinistra. Siete arrivati ad Augustine. augustine1

4.Il brano del tuo repertorio che preferisci e perché questa scelta.

La traccia omonima, Augustine: https://youtu.be/6gf2u29hsrQ
Non posso dire che io preferisca questo brano ad altri, ma è forse quello che mi caratterizza di più, la canzone con cui mi presento e da cui prendo il mio nome. E sono particolarmente fiera del videoclip, diretto da Francesco Biccheri (che è anche regista del video di Hibiscus), che uscì come anteprima del mio ultimo album, Grief And Desire.

5.Il disco che ti ha cambiato la vita.

Treasure dei Cocteau Twins, che rimane e rimarrà sempre il mio disco preferito. Era il mio primo anno di Accademia d’Arte, a Perugia, avevo 20 anni. Ero in macchina con amici per andare al Trasimeno Blues… Mi bastò sentire le prime note per capire che avevo trovato ciò che cercavo da sempre. Una folgorazione del genere non l’ho mai più provata, seppur avendo scoperto, nel tempo, molta altra bellissima musica.

6.Il tuo live più bello e quello invece peggio organizzato.

Credo che il concerto che ho fatto a giugno con la mia band al Marla di Perugia manterrà un posto privilegiato nei miei ricordi, sia per la mia performance (e quella dei miei musicisti Filippo Simonetti, Gianni D’Amico e Niccolò Franchi), che per la risposta del pubblico. La mia musica non è di facile ascolto, ma in quel locale raccolto, una piccola perla nel centro storico, ho trovato degli ascoltatori sensibili e attenti e mi è stato regalato un calore che non dimenticherò. Qualcuno ballava e qualcuno mi ha porto rose…

Aneddoti di male-organizzazione purtroppo ne avrei qualcuno, risalente soprattutto ai miei primi live nella zona… Mi limiterò ad osservare che i locali in cui mi sono trovata male per qualche inadempienza, adesso sono chiusi.

7.Il locale di musica dal vivo secondo te ancora troppo sottovalutato e, al contrario, quello eccessivamente valutato tra quelli dove hai suonato o ascoltato concerti di altri.

C’è una premessa da fare: credo sia doveroso ricordare che fare suonare nel proprio locale musica dal vivo oggi – e naturalmente intendo musica inedita – in un paese come il nostro, è qualcosa di eroico; quindi sono tutte situazioni da salvaguardare attentamente. Senza dubbio, ci sono locali che vivono ancora molto della luce riflessa dal loro passato, da tempi meno duri… Altri magari non sono propriamente “sottovalutati”, ma devono ancora vivere il loro momento di gloria: è il caso, secondo me, del Rework Club di Perugia; e sono sicura che quel momento arriverà.

augustine28.Le tre migliori band emergenti della tua regione.

Mi è davvero difficile fare una scelta, perché la situazione della musica indipendente in Umbria è davvero ricca e variegata e sicuramente farò torto a molti amici. Da cantautrice, apprezzo più facilmente il lavoro di singoli individui.
Amo molto la musica di Daniele “Boda” Rotella (che tra l’altro ha missato le tracce del mio disco) e questo suo disco è un capolavoro. Genere? Direi rock, con una forte matrice psichedelica: https://www.youtube.com/watch?v=Nq-NTpsfHKI

Adoro la voce e il modo di scrivere e comporre di Fuzzo Raimi; difficile definire la sua musica, ricca di influenze. Siamo forse più vicini al folk, ma con una vena molto oscura: https://www.youtube.com/watch?v=fq11mIR8BJw

Una bellissima scoperta che ho fatto di recente sono i Miptera (alternative, elettronica con influenze R’n’B e soul), ho avuto la fortuna di condividere il palco con loro (insieme a molti altri) all’Humus Music Fest 2018: https://www.youtube.com/watch?v=yA8Pjsyy2as.

9.Come seguirti, contattarti, scambiare pareri con te.

Mi trovate su Facebook www.facebook.com/Augustine.it e su Instagram www.instagram.com/augustine_sarabaggini

Sul mio sito trovate tutti i pulsanti per ascoltare la mia musica sulle varie piattaforme (Bandcamp, Soundcloud, Spotify, Reverbnation, CD Baby) e per il mio Canale YouTube. Vi basta cliccare su: www.augustinemusic.it.

10.La decima domanda, che mancava: “Fatti una domanda e datti una risposta”.

D: Da dove nasce la tua musica?

R: La musica è per me una questione identitaria: io sono la mia musica, sono ciò che faccio. Attraverso il filtro del linguaggio musicale, metto in atto un gioco di identificazioni (di volta in volta divento l’oggetto, “il personaggio” di ciò che scrivo, Ofelia, Augustine, Ondina…) nel quale mi perdo, ma sempre per ritrovare un’identità – seppur frammentata, distorta – più profonda. Si tratta di una necessità, un bisogno vitale: l’espressione artistica (nelle sue varie forme, scegliendo come canale preferenziale la musica) è ciò che dà un senso al mio essere al mondo.

DORIANA TOZZI

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