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Thumbnail: uno sguardo su Alessio Franchini e il Circolo dei Baccanali

THUMBNAIL1.Chi sei, da dove vieni e che musica proponi.

Sono Alessio Franchini, vengo da Livorno e propongo “Alessio Franchini e il Circolo dei Baccanali”. È il mio progetto di musica inedita che vuole uscire un po’ dagli schemi e dagli stereotipi cantautoriali che oggi vengono proposti in Italia. Un qualcosa di nuovo che vuole provare a sfidare il facile e quello spirito superficiale e narcotico, che ormai sembra aver affetto la maggior parte della gente.

L’album Tutto può cambiare in un attimo ha un messaggio chiaro e profondo: la vita è troppo bella, corta e fragile, è imperdonabile non viverla intensamente. Non è un inno alla sregolatezza ma una esortazione a voce piena a pensare con la propria testa, senza seguire greggi di vario tipo e forma o stando alla finestra passivamente a guardare la vita degli altri passare. Godersi ogni momento, per quello che è. Perché… tutto può veramente cambiare in un attimo.

Come detto il genere non è facilmente etichettabile. Qualcuno lo ha già definito un rock acustico cantautoriale. Devo dire che mi piace molto come definizione.

2.Il panorama musicale italiano aveva bisogno di te?

È una domanda che non mi sono mai posto e che onestamente non mi interessa pormi. Ormai esiste già tutto ed è completamente a portata di mano, anche troppo. Credo che questa disponibilità sfacciata alla fine valorizzi l’autenticità. Niente all’interno delle mie canzoni è nato con un obiettivo di ascolto o di opportunità. Ad un certo punto della mia vita ho voluto e avuto bisogno di scrivere e in quel momento ho capito che le mie canzoni avrebbero dovuto avere un determinato sound: naturale, acustico e ampio. Un vero e proprio strumento, un veicolo che mi desse la possibilità di esprimere tutti i colori e le sfumature di cui potrei avere bisogno. Suoni che mi permettessero di coprire tutti gli stati d’animo che fanno parte del mio vissuto diretto o indiretto, passato o presente. Il motivo per cui ho scelto il panorama italiano è per andare in questa direzione. La mia collaborazione con un grande artista come Gary Lucas, co-autore con Jeff Buckley di canzoni eterne come Grace e Mojo Pin (di cui sono estremamente fiero) mi ha fatto vacillare non poco verso linguaggi diversi. Ma alla fine non ho vocabolari migliori dell’italiano. E già questo ha margini di miglioramento ampissimi.

3.Se tu fossi una meta da raggiungere con il “navigatore musicale”, quali coordinate di artisti del passato o del presente dovremmo impostare, come strada da percorrere per arrivare al tuo sound?

Questa domanda mi piace, anche se non è per niente semplice. Sono moltissimi gli album e artisti che mi influenzano continuamente. Ma è come se l’amalgama di tutti questi ogni volta desse essenze e direzioni diverse. Quali di questi alla fine portano proprio al mio sound non lo so, in realtà.

Sicuramente possiamo partire un con un punto fermo e principale: Jeff Buckley. La mia vita è stata ed è molto spesso legata alla sua musica.  Sia in entrata che in uscita. In un periodo della mia vita, un po’ di anni fa, ho avuto bisogno di andare a dormire con Grace nelle cuffie per potermi rimettere in linea. Dopo è arrivata la voglia di dare indietro tutte le incredibili emozioni che mi aveva dato quel disco, condividendole in qualsiasi occasione. Questo è sicuramente un riferimento, ma le mie canzoni non sono sulla falsa riga di Grace anche perché è irraggiungibile.

Le altre coordinate sicuramente da inserire partono dalla musica degli anni ’90 (tutto il movimento grunge, Red Hot Chili Peppers, Blind Melon, Porcupine Tree, Ben Harper, Dave Matthews, Radiohead per citarne alcuni), dagli anni ’60-’70 (Led Zeppelin, The Who, Beatles, Tina Turner, Janis Joplin, Bob Dylan, Nick Drake, Pink Floyd), il blues (da Robert Johnson a Joe Bonamassa) con un passaggio tra le cantanti jazz e soul di vari periodi (Nina Simone, Billie Holiday, Edith Piaf, Amy Winehouse, Etta James). Queste sarebbero sicuramente le coordinate principali. Come vedete sono molte e tutte internazionali. Infatti il sound della mia proposta richiama sicuramente molto di più origini internazionali che italiane.

Per quanto riguarda i testi le coordinate da inserire rientrerebbero nel cantautorato più classico: De André, Tenco, Ciampi, Battisti, Pino Daniele.

4.Il brano del tuo repertorio che preferisci e perché questa scelta.

In questo caso abbiamo un ex aequo! Spero me lo alessiofranchini1concediate: una è Riflettere. È la prima canzone fatta con i Baccanali e credo che sia quella che più di tutte sintetizzi il sound del gruppo. Per questo abbiamo deciso di metterla come prima traccia del disco. La potete ascoltare qui: https://soundcloud.com/alessiofranchini/sets/album-tracklist/s-EFwDa.

L’altra è Il regalo. È il primo singolo del nostro primo disco. In più è una delle canzoni che esprime al meglio il messaggio di tutto il disco: “da oggi il tempo è il regalo”. Avrà per sempre un significato speciale. Dove poter vedere ed ascoltare il video? Giusto giusto sulla home page di uno dei migliori magazine musicali in circolazione, qui: http://www.ithinkmagazine.it/video-rotation-alessio-franchini-circolo-dei-baccanali-regalo/ (e colgo l’occasione per ringraziarvi di questo).

5.Il disco che ti ha cambiato la vita.

Grace di Jeff Buckley.

6.Il tuo live più bello e quello invece peggio organizzato.

Con il Circolo dei Baccanali il concerto più bello è stato sicuramente al Bowery Poetry Club di New York. Un posto magico, a Manhattan, tra Houston e Bleecker. Il classico club newyorkese che uno si potrebbe immaginare chiudendo gli occhi. Noi proponevamo le nostre canzoni. La terza data del nostro The Manhattan Tour 2012 che ci consentì il lusso di suonare in alcuni dei più interessanti club del Lower East Side. Il pubblico era perfetto: attento e aperto ad ascoltare cose nuove. Noi suonammo dando veramente tutto.

Ma c’è un altro concerto che mi piace raccontarvi come mio concerto più bello. Sempre nel 2012 Gary Lucas mi chiamò come vocalist per un concerto dedicato a Jeff Buckley. Molte cose lo resero speciale. La musica: Jeff Buckley. Il posto: il Paradiso, Amsterdam, il tempio europeo della musica rock. I Musicisti: con Gary suonammo insieme alla Metropole Orchestra, l’orchestra più grande del mondo jazz, composta da 60 elementi, diretta per anni da Ennio Morricone e che ha accompagnato cantanti del calibro di Ella Fitzgerald (prima di me solo un altro italiano ha avuto l’onore di suonare con questa orchestra, Roy Paci). Il direttore d’orchestra: Mr. Steve Sidwell, che nello stesso anno diresse la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra, preparatore vocale dei principali vocalist inglesi e premiato con il Grammy Award per l’arrangiamento di Beautiful, il musical dedicato a Carol King. La serata: tutto fu perfetto, credo che sia stata la mia performance vocale di sempre.

francescasaracauli@gmail.com
francescasaracauli@gmail.com

7.Il locale di musica dal vivo secondo te ancora troppo sottovalutato e, al contrario, quello eccessivamente valutato tra quelli dove hai suonato o ascoltato concerti di altri.

I posti in cui non sopporto ascoltare musica dal vivo sono i palazzetti dello sport. Insostenibili.

Se possibile preferirei non segnalare nessun locale come sottovalutato, mi sembrerebbe di sminuirlo e non lo vorrei. Un club che per me è stata una bellissima sorpresa è stato il Diavolo Rosso di Asti. Oltre una accoglienza indimenticabile, il posto crea una condizione in cui è molto bello suonare. Grande ispirazione. Una miscela perfetta di esoterismo e intimità che tira fuori la parte più provocante e provocatoria ma anche più intima di te. Ti mette a nudo e a disposizione. Proprio come una notte inattesa.

8.Le tre migliori band emergenti della tua regione.

Mi piace cogliere l’occasione per segnalare alcuni amici musicisti e artisti molto bravi: Greta Merli (Livorno), una delle migliori chitarriste (e chitarristi!) che ci sono in giro, impegnata in vari progetti tra cui Missteryke, gruppo rock fatto tutto da ragazze che avete già conosciuto (per la playlist ideata da loro per i lettori di I Think Magazine cliccate qui: http://www.ithinkmagazine.it/playlist-missteryke/); Elena Mellino e i suoi Villasound (Livorno), gruppo hip-pop in cui Elena riesce a esprimere al meglio la sua incredibile voce e la sua profonda emotività; Piero Perelli (Lucca), uno dei migliori batteristi non solo toscani ma nazionali che suona con grandi artisti come Dana Fuchs, Emma Morton e che sarà con me per la prossima tournee europea per il mio progetto A Touch of Grace – The Jeff Buckley’s music show, con cui suoneremo tra il 26 aprile e il 6 maggio prossimi a Parigi, Madrid, Barcellona, Olanda e soprattutto a Roma all’Auditorium Parco della Musica.

9.Come seguirti, contattarti, scambiare pareri con te.

Sul sito www.alessiofranchini.it, su facebook alla pagina “Alessio Franchini e il Circolo dei Baccanali” https://www.facebook.com/alessiofranchinieilcircolodeibaccanali/?fref=ts, posta elettronica info@alessiofranchini.it e su tutti i digital music stores.

10.La decima domanda, che mancava: “Fatti una domanda e datti una risposta”.

D: Chi sei?

R: Marzullo.

Prima di salutarvi, mi piace dirvi che questo percorso lo condivido negli arrangiamenti e nella produzione con Alessio Macchia, bassista e fraterno amico.

Grazie per il vostro spazio, è stato un piacere!

DORIANA TOZZI

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