
| Intervista ad Alessia Spera |
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| Domenica 17 Aprile 2011 16:39 |
Continuano le interviste di I Think ai giovani campioni dello sport pugliese, per sostenere e divulgare i numerosi talenti che la nostra regione custodisce. In questo numero diamo spazio e voce ad una delle arciere più promettenti del panorama barlettano e pugliese in generale: Alessia Spera. Componente di quell’Archery Team Barletta che da anni porta in alto il nome della Città della Disfida in ambito regionale e nazionale; il sodalizio barlettano si è fregiato a inizio marzo di due medaglie (un argento e un bronzo) di caratura nazionale conseguite a Padova, nei campionati italiani indoor di tiro con l’arco. Alessia Spera, nella kermesse patavina, ha contribuito alla conquista del bronzo con le sue compagne Sara Centaro e Florinda Di Palo. Nella sua bacheca di trofei, anche due argenti e due bronzi conquistati tra il 2009 e il 2010. Ciao Alessia: partiamo dal traguardo più recente, la medaglia di bronzo ai campionati italiani indoor di tiro con l’arco svoltisi a Padova. Raccontaci questa emozione. È stata una giornata decisamente ricca di emozioni e una medaglia più che sudata. La performance di squadra inizialmente non era delle migliori, a causa dell'ansia e del timore di sbagliare, causati dall'importanza di una gara quale il campionato italiano. A livello individuale, la gara è iniziata con una grande pecca a livello fisico, perché tirando mi sono procurata una lieve ferita al braccio. Verso metà gara, però, arriva la svolta: paradossalmente dopo una mia freccia che ha mancato il bersaglio, ci siamo guardate negli occhi e abbiamo capito che la gara, da quel momento in poi, sarebbe andata in crescendo, perché avevamo molto da recuperare e moltissima voglia di riuscirci. Com'è nata questa passione per il tiro con l’arco? Questa passione nasce per gioco. Un pomeriggio d'estate ho accompagnato a lezione di tiro con l'arco, una mia amica di scuola che praticava questa disciplina. Lei ha voluto farmi provare e dopo qualche ora ero ancora lì a cercare di fare sempre meglio. Il passo dal gioco allo sport agonistico è stato breve, grazie anche e soprattutto alla grande presenza che ha avuto ed ha per me il Presidente Regionale Michele Daquino. Sebbene sia uno sport in cui si gareggia singolarmente, anche il tiro con l’arco è uno sport di squadra. Come definiresti il tuo rapporto con le compagne dell’Archery Team? Il rapporto tra gli atleti della mia società è magico. È come se fossimo una grande famiglia: davanti ai problemi cerchiamo di aiutarci il più possibile. Io credo, inoltre, che la cosa più bella sia essere amici sia fuori che dentro l'ambiente del tiro con l'arco e sono felicissima quando mi rendo conto di come ciò riesca facilmente nella nostra società. Cosa provi o pensi durante e dopo una gara? Per mia fortuna durante la gara non mi faccio assalire da ansie o tremori: cerco di essere il più razionale possibile, perché questo è uno sport di testa almeno tanto quanto di fisico. La cosa che mi aiuta è che, non essendo uno sport molto seguito, le gare della domenica sono tranquille e si va a creare un ambiente familiare. Dopo una gara, sempre a seconda del risultato finale e di come è stata affrontata, cerco di fare il punto della situazione per poi migliorarmi alla prossima occasione. Quali consigli daresti ad un ragazzo che vuole iniziare a praticare il tiro con l’arco a livello agonistico, come te? Consiglio di pazientare e lavorare molto e bene, perché il giusto lavoro ripaga sempre. Soprattutto gli consiglierei di non perdere di vista il divertimento e l'entusiasmo, in quanto sono ingredienti fondamentali per fare bene questo sport. Siamo ormai al termine dell’intervista. Un saluto particolare per noi di I Think? Un saluto a voi tutti i lettori di I Think Magazine con la speranza di potervi raccontare ancora tante altre splendide vittorie!!! Te lo auguriamo anche noi. LUCA GUERRA
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