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Fisico da bronzo di riace, un carattere di ferro e la testa giusta per avere una luminosa carriera. Questo il ritratto di Fabio Lucioni, arcigno difensore centrale classe '87 che dopo un avvio titubante sta confermando domenica dopo domenica la sua importanza per la linea arretrata del Barletta Calcio. Sempre presente nel torneo in corso, eccezion fatta per la partita contro la Juve Stabia al Menti, una media-voto tra le più alte nella squadra biancorossa e anche 2 reti all'attivo, realizzate entrambe nel rocambolesco pareggio interno con la Cavese. Il difensore nativo di Terni si è confessato ai microfoni di I Think.
C'è stato un momento particolare della tua vita nel quale hai capito che saresti diventato un calciatore?
Devo innanzitutto ringraziare tante persone perchè hanno creduto in me quando ero più piccolo. Il passaggio fondamentale l'ho avuto quando un allenatore mi ha arretrato dalla linea mediana alla difesa; quello è stato molto importante per me perchè ora sto proseguendo su quella strada. Devo ringraziare specialmente la mia famiglia che non mi ha mai ostacolato nelle mie scelte.
Difensore con il "vizietto" del gol: sei mai stato schierato come centravanti, anche nelle formazioni giovanili nelle quali hai militato?
No, diciamo che solo quando siamo in difficoltà o in svantaggio, mi sposto nel ruolo di centravanti senza indicazioni particolari. Così talvolta accade, come è successo contro la Cavese (2 gol in 7', ndr) di trovarmi nel posto giusto al momento giusto.
Questo è il tuo primo vero campionato in Prima Divisione. Sinora in questa categoria avevi collezionato 13 presenze negli anni precedenti con la maglia della Ternana, ma solo quest'anno sei partito con il rango di "titolare". Come stai vivendo quest'esperienza?
Benissimo. E' una città molto bella, si vive bene, e la tifoseria è molto calda. Poi, quando uno gioca con continuità e lo fa con buoni risultati, è molto soddisfatto di quello che viene. Spero di continuare su questa strada.
In Puglia hai già avuto esperienze con Monopoli e Noicattaro. Sei nato a Terni, ma considerando che sei alla terza esperienza in questa terra possiamo definirti un "pugliese d'adozione"?
Mi sono anche fidanzato con una ragazza pugliese, quindi ormai la Puglia è la mia seconda casa, una bella terra in cui si vive veramente bene.
Come giudichi la piazza di Barletta e la sua tifoseria?
La città di Barletta ti fa vivere bene; a livello sportivo esprime un tifo caldissimo. Purtroppo per la tessera del tifoso molti non hanno potuto seguirci in trasferta nelle prime gare della stagione, però ricordo anche negli anni precedenti, quando ho affrontato il Barletta da avversario, un tifo caldissimo che si fa sentire e ti sostiene tanto.
Il sogno nel cassetto di Fabio Lucioni…
Ovviamente mi auguro di calcare un giorno i campi della serie A, però comunque maggiori passi in avanti faccio e più contento sono. La serie A è un sogno nel cassetto, un traguardo importante per ogni calciatore.
LUCA GUERRA
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