
| Michele Menicozzo |
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| Venerdì 03 Dicembre 2010 18:51 |
Quindici lunghi anni. Tanto hanno atteso i tifosi del Barletta Calcio per rivedere i colori biancorossi nella terza serie del calcio professionistico italiano.
Nella stagione 1994/1995, l’ultima della compagine barlettana in C1 (ora Prima Divisione), i gravi problemi economici culminati sotto la gestione del presidente Onofrio Perina portarono al fallimento e alla conseguente ripartenza dal campionato di Eccellenza Pugliese. Quest’anno la promozione è arrivata grazie al ripescaggio: la squadra è stata costruita in più tempi, iniziando il campionato a ranghi incompleti. Tra i pochi riconfermati rispetto alla scorsa stagione, che ha visto il Barletta classificarsi in quinta posizione nel gruppo C di Seconda Divisione, vi è Michele Menicozzo, classe 1987. Ventitré anni e tanta gavetta alle spalle, il mediano nativo di San Giovanni Rotondo è un elemento determinante per il Barletta e noi di I Think abbiamo parlato con lui in un'esclusiva intervista.
C’è un modello calcistico in particolare al quale ti ispiri?
«Sono tifoso milanista dalla nascita, quindi ho sempre apprezzato i giocatori che hanno composto lo zoccolo duro della mediana del Milan nelle ultime stagioni, da Pirlo a Seedorf, da Gattuso ad Ambrosini... Potrei definire loro come miei modelli».
Come definiresti il tuo rapporto con mister Sciannimanico?
«È un allenatore che mi ha dato tantissimo e con lui c’è sempre stato un ottimo rapporto. Sicuramente devo ringraziarlo per la fiducia che ha riposto in me, fiducia che sono stato bravo a conquistare sul campo».
Con quale calciatore di livello mondiale vorresti un giorno giocare?
«Senza dubbi Ronaldhino. Mi piacerebbe tanto vederlo dal vivo quando fa tutti quei giochetti con la palla».
Hai già un discreto bagaglio di esperienze sulle spalle: sei cresciuto nel Lanciano, poi Messina, Pavia, Alghero e ora Barletta. Ti senti pronto per il salto in cadetteria che molti pronosticano per te?
«A me non piace parlare del mio futuro professionale. Sono solito guardare avanti domenica per domenica, poi se in seguito dovesse arrivare qualche chiamata da categorie superiori, non le disdegnerei certo. Ho giocato in tante categorie, dalla serie D alla C1, e in queste squadre ho sempre giocato con buona continuità. Penso che con la determinazione giusta un atleta non debba porsi grandi limiti».
Esiste qualche rito scaramantico che compi prima di scendere in campo?
«Ne ho uno in particolare, ma non posso rivelarlo altrimenti perderebbe il suo potere scaramantico».
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
«Sul campo, l’obiettivo principale è quello di migliorarmi giorno dopo giorno, aspirando magari al salto di categoria. Per il resto, mi auguro che le altre situazioni del quotidiano vadano il meglio possibile. Non ho l’abitudine di fare progetti».
E noi di I Think ti auguriamo il meglio, per una carriera che si preannuncia luminosa. LUCA GUERRA
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Quindici lunghi anni. Tanto hanno atteso i tifosi del Barletta Calcio per rivedere i colori biancorossi nella terza serie del calcio professionistico italiano.


















