
| Ottobre 2010 - Anno II - Numero 4 - Giuseppe Marchiselli |
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| Martedì 02 Novembre 2010 22:35 |
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In questo numero parliamo del talento in uno sport talvolta sottovalutato, che, invece, unisce fatica e coordinazione, sacrificio e disciplina. E’ la marcia e uno degli astri nascenti tra i marciatori pugliesi è Giuseppe Marchiselli. Nato a Barletta il 15 febbraio del 1991, si avvicina sin dall’infanzia all’atletica, precisamente alla marcia, seguendo la tradizione familiare. Suo padre, che gli fa da allenatore, è un ex marciatore, e Giuseppe è nipote di Angelo Marchiselli, campione di marcia degli anni '50, a cui è intitolato il palazzetto dello sport della città di Barletta. Attualmente il giovane Marchiselli è tesserato per un team di Acquaviva, l’Amatori Atletica Acquaviva, e gareggia nella categoria Juniores. Ha già ottenuto diversi risultati invidiabili, come il quarto posto ottenuto con il tempo di 45' 57" ai Campionati Italiani Individuali di Marcia sui 10 km, tenutisi a Pescara nel Giugno 2010. E' campione regionale Assoluto di marcia sui 10 km nel 2010, risultato conseguito a Molfetta nello scorso Luglio. L’ultimo risultato è arrivato recentemente, con il primo posto conseguito a Molfetta nel settembre 2010 nei Campionati Italiani di Società Assoluti Serie A2, in cui ha anche stabilito il proprio personale record di 45' 22" 68.
I Think l''ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori.
Giuseppe, cosa c’è di magico nella marcia?
Non è facile spiegarlo con poche parole: l'aspetto magico nella marcia è un insieme di piccole cose che contribuiscono a farmi provare emozioni durante le gare e gli allenamenti. Solo grazie al sacrificio e alla fatica giornaliera è possibile realizzare ottime prestazioni o migliorare il record personale, per questa ragione la grinta, la forza di volontà, l'allenarmi anche quando piove o fa freddo contribuiscono a rendere magici i momenti in cui si raggiunge il miglior risultato.
Come è vissuto questo sport a Barletta?
In questo momento la marcia a Barletta è uno sport preso poco in considerazione, infatti siamo pochissimi a praticarlo, forse perché faticoso e poco conosciuto dai ragazzi, ma posso dire che nel passato ha avuto una tradizione a livello nazionale ed internazionale. Mio padre mi racconta, infatti, di come fossero "temuti" i marciatori barlettani. Ciò non toglie che, comunque, riesco ad allenarmi ritagliandomi tempi e spazi.
Hai un modello a cui ispirarti?
Al momento non posso dire di avere un modello specifico a cui potermi ispirare, preferisco prendere in considerazione quelle che sono le qualità migliori degli atleti top cercando di metterle in pratica nei momenti in cui occorre farlo, cosi come faceva mio nonno. Magari è lui il vero riferimento e la persona da emulare e, se possibile, da superare.
Ogni ragazzo ha un sogno e ogni atleta ha un obiettivo. Quali sono quelli di Giuseppe Marchiselli? Sono circa dieci anni che pratico atletica e l'obiettivo è quello di realizzarmi nella marcia concretizzando i sacrifici che si fanno per questo sport e le fatiche di anni e anni di allenamenti.
E noi di I Think ti auguriamo di realizzare i tuoi sogni!
LUCA GUERRA |


























