
| Intervista a mister Marco Cari |
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| Domenica 12 Giugno 2011 10:05 |
E proprio con l’artefice numero uno della salvezza del Barletta noi di I Think Magazine abbiamo parlato per l’intervista sportiva del mese di Giugno. Le parole di mister Marco Cari, arrivato all’ombra di Eraclio a fine gennaio e capace di portare la squadra dall’ultima posizione alla salvezza con 90’ di anticipo in soli tre mesi, conquistando 21 punti in 13 partite, un ruolino di marcia da playoff. Leggiamo le sue parole:Mister Cari, ha rilevato la squadra in ultima posizione e l’ha condotta alla realizzando 21 punti in 13 partite. Quali sono i segreti di questo traguardo? «Io ho partecipato con il resto del gruppo e delle componenti occorse per realizzare questo inseguimento, non ci sono stati grandi segreti se non una grande compattezza, necessaria per realizzare questa rincorsa, tutti abbiamo remato dalla stessa parte. La qualità dell’organico è ottima, il mio unico merito è stato nel riuscire a creare un gruppo affiatato». La squadra ha giocato le sue partite migliori a Foggia e Benevento,due squadre sulla carta più forti. La squadra si esalta contro avversari di maggiore caratura, che lasciano maggiori spazi per il fraseggio? «Credo sia un discorso valido per tutte le squadre, dalla più forte al mondo a quelle di terza categoria; contro avversari che ti lasciano più spazio e con un po’ di organizzazione è più facile giocare e ottenere risultati». C'è stato un momento di svolta nella vostra stagione? «Ci sono stati due eventi fondamentali: la prima partita di Foggia, dove abbiamo dato una svolta al mio esordio in panchina, vincendo su un campo difficile contro una squadra importante e dando a livello mentale una svolta; poi la vittoria di Benevento, che ci ha conferito maggiore sicurezza e consapevolezza nei nostri mezzi». Molto importante è stato il contributo del baby-talento Nicola Bellomo. Crede sia pronto per tornare al Bari da protagonista in serie B? «Sicuramente farei di tutto per trattenerlo un altro anno in prestito a Barletta, su questo non ci sono dubbi. Credo che questo sia un giocatore da categorie superiori, ma onestamente credo che il suo futuro sarà a Bari». Perché una rosa forte come quella del Barletta non è uscita prima dalle sabbie mobili della zona-retrocessione? «Sarebbe superficiale rispondere a questa domanda, io ho visto giocare due-tre partite del Barletta prima di venire qui e la squadra mi aveva fatto un'ottima impressione. Quello che è mancato non saprei però dirlo». Nella prossima stagione la società punterà forte sugli under? «Credo che il discorso sugli under sia imprescindibile per tutte le società di questa categoria. E’ l’unica risorsa economica di cui si può fruire attivamente dalla Lega Pro, però ritengo che per fare un campionato di vertice con gli under sia complicato, bisogna saper individuare bene questi giovani». Parliamo di futuro. Quante sono le possibilità che mister Cari resti all'ombra di Eraclio anche nella prossima stagione? «Di questo non voglio parlare, ma non perché non voglia rispondere. C'è ancora un campionato da finire, comunque credo che tra qualche giorno saranno sciolte tutte le riserve da parte della società che ha le idee molto chiare». C’è qualcuno che vuole ringraziare nell’ambiente extracalcistico per i risultati ottenuti? « Senza dubbio la mia famiglia; vado in giro per l’Italia da anni per lavoro, ho una famiglia numerosa e lasciare tutte le incombenze familiari a mia moglie non è affatto facile. Di questo la ringrazio, per la tranquillità con la quale mi lascia lavorare gestendo una famiglia numerosa». Un saluto ai lettori di I Think Magazine… «Un grande saluto a tutti i vostri lettori, per me è stato un piacere fare questa intervista. Spero che potremo rivederci e farne altre anche nella prossima stagione». LUCA GUERRA |


























