
“Gioca pulito, batti il doping”
…a Barletta si può
Rispetto, equità, educazione, solidarietà lealtà, benessere, uguaglianza. Queste sono state alcune delle tematiche affrontate nel convegno Gioca Pulito. Batti il doping, tenutosi nella mattina del 18 aprile nella sala Manfredi del Cinema Paolillo di Barletta. L'incontro, organizzato dalla Regione Puglia-Assessorato allo Sport e dal Circolo Arci Carlo Cafiero con il patrocinio del Comune di Barletta, ha visto la partecipazione di una bella cornice di pubblico, in gran parte composto da studenti provenienti dalle scuole superiori della Bat, ed è stato nobilitato dalla partecipazione di diversi rappresentanti delle istituzioni e dello sport barlettano e pugliese, nello specifico: Nichi Vendola - Presidente Regione Puglia; Maria Grazia Donno – Dirigente di servizio "Sport per Tutti" della Regione Puglia; Isidoro Alvisi – Presidente Coni Provinciale; Domenico Accettura – Presidente del comitato regionale pugliese della federazione medico sportiva italiana - Coni; Nicola Maffei – Sindaco del Comune di Barletta; Franco Frezza – Responsabile di formazione e coordinatore della formazione e prevenzione al doping fra gli studenti; Antonio Damato – Arbitro internazionale; Pietro Mennea – Atleta olimpionico; Anna Cammalleri – Ufficio scolastico regionale; Rachid Berrati - Atleta olimpionico e coordinatore sportivo dell'Associazione LIBERA di Palermo; Maria Campese - Assessore allo Sport della Regione Puglia.
L'appuntamento ha avuto come tema centrale la piaga del doping, fenomeno allarmante fra atleti professionisti e dilettanti, che colpisce duramente il panorama sportivo nazionale. Una risposta sana, "genuina" a questa problematica è stata offerta sin dalle prime battute dell'evento con la proiezione di un video dal titolo La Grande Corsa, nel quale si riassumevano le principali vittorie e i più importanti record stabiliti dall'ospite d'onore della giornata, Pietro Mennea.
Ad aprire le danze con il suo racconto di integrazione tra calcio e scuola nel difficile quartiere Zen di Palermo è stato Rachid Berrati; le parole intrise di rispetto e condivisione delle regole pronunciate dal primatista italiano di mezza maratona hanno trovato eco nell'intervento successivo, affidato al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha preso come riferimento le parole della canzone La Leva Calcistica Del '68, brano-cult di Francesco De Gregori, per riportare i ragazzi sui retti binari rappresentati dal gioco di squadra, dalla rete di solidarietà, spesso messi in secondo piano in nome dell'individualismo e dell'apparenza. “ Il doping non è fatto solo di sostanze o pillole - ha spiegato Vendola - ma esiste anche un doping "mentale" imposto dalla nostra società, che ha fatto della competizione un mito totalitario”.
A fare gli onori di casa nei confronti del record-man di Città del Messico è stato il Sindaco, Nicola Maffei, che ha parlato della necessità impellente di “combattere il pressante doping mediatico, pregno di prevaricazione e protagonismo”. Terminologia che non fanno certo parte del vocabolario di un atleta corretto come Pietro Mennea. Il simbolo sportivo barlettano ha esordito dicendo che «la piaga del doping è sempre esistita. Ho incontrato trasversalmente tante generazioni di sportivi; si può vincere anche senza doping e si possono battere coloro che fanno uso di doping attraverso l'impegno e la dedizione». Genuino come al solito e visibilmente emozionato dinanzi alla platea barlettana, Mennea ha raccontato dei suoi esordi e del doping come una problematica che investe vari livelli della società, di cui lo sportivo è solo “la punta dell'iceberg”. L'agrodolce considerazione finale del campione ha infatti espresso l'opinione che «solo la polizia e la magistratura possono sconfiggere le lobbies che stanno dietro il mondo del doping».
Le conclusioni sono state affidate all' Assessore allo Sport della Regione Puglia Maria Campese e all'arbitro barlettano Antonio Damato, "fischietto" internazionale dal 2010. Una giornata densa di emozioni e ricordi, gradita dal pubblico presente, che ha ben recepito il messaggio "Lo sport dopato è nemico dello sport pulito".
LUCA GUERRA
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