
| Giugno 2010 - Anno I - Numero 12 - QUANDO LA RETE E’ TROPPO OPEN… |
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| Domenica 11 Luglio 2010 17:20 |
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Attraverso questi siti è possibile entrare in contatto con i nostri “amici”, guardare le loro foto, conoscere i loro umori e molto altro, il tutto in uno scambio reciproco. Ma a quale prezzo? Una delle questioni da risolvere in rete è quella riguardante il copyright dei contenuti immessi. Qui non ci si riferisce ad opere formalmente protette dal diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica, bensì a contenuti “personali”. Le foto e i video del nostro profilo, benché teoricamente di nostra esclusiva proprietà, possono rapidamente essere condivisi e, talvolta, modificati, con rischi “legali” davvero bassi per chi commette queste azioni. Un caso abbastanza diffuso di questo fenomeno è l’ingresso “involontario” di nostre immagini nel mondo dell’Alt Porn (abbreviazione di Alternative Pornograph ovvero “pornografia alternativa”). Esso consta di due tipologie di furto di contenuti: la prima, soft ma assai antipatica, è il detournement d’immagini apparentemente innocenti che però contengono un dettaglio attinente a qualche fetish (ad esempio i piedi nudi...) e certo non è facile immaginare a priori tutti i dettagli che per qualcuno potrebbero risultare “sexy”... La seconda tipologia, invece, è ben più grave e riguarda le immagini di bambini o di anziani: è importante tenere sempre a mente che tali soggetti hanno un significato distorto per gli “amanti” del genere Oma, o per i pedofili. Se questo vi sembra intollerabile, la soluzione non è solo battersi per una rete più blindata, ma pubblicare con più accortezza o evitare completamente di pubblicare determinati contenuti. Il web offre molti vantaggi e agevola in tanti casi la vita, ma mai sottovalutare il pericolo che può nascondersi in rete, dove meno te l'aspetti! LUCA GUERRA |





















