
| Ottobre 2009 - Anno I - Numero 5 - DIALOGANDO CON MARGARET MAZZANTINI |
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| Scritto da Admin |
| Mercoledì 17 Febbraio 2010 10:29 |
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Il turbamento interiore, il bisogno di scavare nei sentimenti e nell’oblio dell’anima sono fattori che rendono i romanzi della Mazzantini scommesse sul piano etico e sociale, in grado, inoltre, di scuotere l'anima e affondare dritti alla bocca dello stomaco: su questa falsariga si colloca “Venuto al mondo” (2008, 531 pp., ed. Mondadori), l’ultimo best-seller dell’autrice che racconta della ricerca della felicità, simboleggiata da una maternità prima negata e poi realizzata “artificialmente” nella nascita di Pietro, da parte di Gemma, donna matura e malinconica, e Diego, il suo giovane compagno. Il caso di questa coppia è un “dramma nel dramma”: il racconto del disagio interiore, con la minuziosa descrizione delle peripezie, fisiche e burocratiche, da affrontare per diventare genitori adottivi, è inserito nella cornice di una Bosnia ferita nei suoi simboli dalla ferocia della guerra e nei cuori della gente dalla crudeltà vissuta nel processo d’integrazione tra i popoli. L’introspezione psicologica percorsa da Gemma è, come rivelato dall’autrice, analisi parallela del proprio ego; ciò emerge nell’essenza coriacea di entrambe le donne. Con questo libro, la Mazzantini ribadisce l’idea di “scrittura come avventura umana” e regala l’ennesima prova di “mimesi letteraria”, come evidenziato dagli applausi scroscianti del pubblico tranese.
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Nel contesto della manifestazione “I Dialoghi di Trani”, il 26 settembre, presso il Castello Svevo di Trani, si è tenuto l’incontro con Margaret Mazzantini. 

















