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Referendum 2011, il risveglio da un lungo sonno PDF Stampa Email
Martedì 19 Luglio 2011 12:24
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Il popolo ha deciso di stracciare le norme oggetto della valutazione referendaria. Un sospiro di sollievo per il Paese intero che, in merito alle tre questioni trattate, può dormire sonni tranquilli.

Si berrà acqua pubblica, non si avrà come vicino di casa un reattore nucleare e si guarderà con soddisfazione entrare in tribunale anche gli uomini del Governo, che, da cittadini comuni quali sono, risponderanno delle proprie azioni come qualsiasi altro italiano, senza privilegi di sorta.

Finalmente.

Questo referendum è stata una boccata d'ossigeno, una ventata d'un aria guaritrice che si spera possa costituire l'inizio della rinascita del nostro Belpaese.

Ricostruiamo i fatti: tra il 12 e il 13 giugno 2011 si sono recati alle urne ventisei milioni e ottocentomila elettori, grazie ai quali è stato possibile raggiungere il quorum. Il cosiddetto battiquorum ha funzionato. Merito, in primis, dei comitati promotori, che hanno saputo straordinariamente adoperarsi per la difesa del bene comune, tramite eventi, manifestazioni pubbliche e dislocate in tutta Italia, ma anche tramite il web, il quale fortunatamente è ancora un mezzo di informazione libero e in grado di raggiungere una buona parte di popolazione senza censure di alcun tipo.

Il referendum è stato un successo del quale i comitati promotori sono certamente protagonisti. Senza la loro lotta, iniziata molto tempo prima del voto, sarebbe stato molto difficile raggiungere il quorum.

Nel Paese dove tutto o niente è concesso, è ora che si cerchi di tornare ad un punto di equilibrio. Votare “quattro sì” era imprescindibile per il bene di ogni singolo cittadino, il 57% degli elettori lo sa. Bisogna fare in modo che se ne renda conto anche il resto della Nazione.

La vittoria referendaria è il primo passo verso questo processo: bisogna rimboccarsi le maniche e ricostruire un Paese a misura di cittadino.

 

ELEONORA POCHI

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