
| La terapia della risata |
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| Domenica 06 Febbraio 2011 15:09 |
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Lo "studio del riso", chiamato gelotologia (dal greco ghelos, risata) e la sua applicazione, si vanno diffondendo in tutto il mondo a partire dagli anni '80, in seguito alle esperienze dirette di Norman Cousins (con una prospettiva di vita scarsa a causa di una infiammazione cronica della colonna vertebrale, ottenne una guarigione considerata impossibile, grazie a forti dosi di vitamina C e film comici), e Hunter Patch Adams (medico e clown) che diedero notorietà e basi scientifiche a questa terapia. Secondo il dott. Franco Scirpo, Esperto di Terapia della Risata, il sangue, più ossigenato a seguito del ridere, irrora maggiormente l'epidermide, i muscoli facciali e gli organi interni (grazie al massaggio prodotto dai movimenti diaframmatici) ma non solo: ridere stimola la produzione di anticorpi, endorfine (sostanze prodotte dal cervello con funzioni analgesiche ed eccitanti) e serotonina ("ormone del buon umore"), neutralizzando gli effetti deleteri di ansia e stress sull'organismo, aumentando, invece, l'autostima e la predisposizione ai rapporti sociali. Durante uno degli appuntamenti più importanti per i cardiologi di tutto il mondo, il Convegno annuale dell'American College of Cardiology, è stato presentato uno studio condotto dall'Università del Maryland che dimostra come la risata abbia la capacità di aumentare l'espansione del rivestimento interno dei vasi sanguigni (endotelio), esattamente come accade con l'esercizio fisico: in tal modo, ridendo, si attua una prevenzione dell'aterosclerosi e si riducono i rischi di infarto e ictus. Il nostro consiglio? Non prendetevi mai troppo sul serio e scherzateci sempre su. Dei buoni film comici in bianco e nero e qualche barzelletta faranno il resto!
ANTONELLA FUCCILLI
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