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“Here”: perché almeno ascoltando musica possiamo essere ovunque e per sempre

ThePleaseHereCOVERBenvenuti negli anni ’70. La giornata è splendida: c’è un sole che travolge i sensi e fa quasi sentire l’odore delle rare nuvole di zucchero filato che sfumano il cielo azzurro… e l’LSD è ancora legale… anzi, forse no, ma poco importa. Non si può restare chiusi in casa in un giorno così, perciò scendiamo nelle strade e troviamo altra gente come noi che, con pantaloni a zampa e fiori tra i capelli, colora il cemento e l’asfalto fumante, fumando. Troviamo anche i nostri cugini, i Jefferson Airplane, un po’ tristi perché da poco tempo si sono definitivamente sciolti i Beatles. Non ci piace avere problemi in questa giornata così perfetta, per cui li rassicuriamo dicendo loro che faremo tutto il possibile per raccogliere al meglio l’eredità dei quattro baronetti e, per essere più credibili, poggiamo il pianoforte che avevamo in spalla e gli facciamo ascoltare alcuni nostri pezzi, come Share The Fear ed Even And Odd. Loro sembrano molto soddisfatti, infatti presi dall’onda di entusiasmo, ci rubano il piano e attaccano la loro Feel So Good. Li lasciamo fare, so’ ragazzi! Anche perché intanto a noi è venuta un’idea ancora migliore, cioè quella di chiedere a Nick Drake di accompagnarci in questa avventura musicale, così andiamo subito a cercarlo, superando lunghe strade e affollate piazze per raggiungerlo direttamente a casa sua.

Ad un certo punto però ci perdiamo e quando chiediamo indicazioni ci accorgiamo che la gente non capisce cosa stiamo chiedendo perché parlano solo in inglese e pensano che anche noi siamo inglesi, invece no, siamo italianissimi come la pizza, come il buon vino e come la dolce vita. La fortuna comunque ci assiste, perché la giornata non sarebbe perfetta senza un pizzico di fortuna, e così ci troviamo magicamente e misteriosamente proprio a casa di Drake: l’emozione è alle stelle! Lui ci accoglie con gentilezza e quindi non abbiamo timore a chiedergli di suonare con noi in questo disco su cui stiamo lavorando, ma lui ci dice di no, così: secco. Ci rimaniamo un po’ male per cui gli chiediamo la ragione di questo rifiuto e lui ci spiega che gli sarebbe davvero piaciuto ma che purtroppo quando il nostro disco uscirà lui non ci sarà già più. È stata come una doccia fredda inaspettata, ma alla fine decidiamo di non pensarci più e di sbronzarci insieme a lui, continuando a comporre. Siamo molto orgogliosi in particolare di Keep The Light, con quei contorni nostalgici, come le fotografie ingiallite che però ancora suscitano grandi emozioni, la cui lunga coda psichedelica del finale probabilmente è nata qui, così, in questo momento.

Ad un certo punto nella stanza entra Neil Young e noi ci giriamo verso Drake, per capire se l’avesse invitato lui, ma ci accorgiamo in quel momento che Nick è scomparso e che non siamo più a casa sua bensì nel nostro studio di registrazione, mentre Young ci chiede sospettoso “Voi cosa ci fate qui?” e noi ci guardiamo in faccia un po’ confusi perché non siamo più certi di sapere dove sia esattamente questo “qui”. “Ma sì, siete “qui”, come? Non vedete?” insiste Young. È stato in quel momento che abbiamo capito che da una situazione del genere potevamo uscire solo attraverso l’unica strada che tutti conosciamo bene e parlando l’unica lingua che ci permette di farci capire davvero ovunque: la musica. Così attacchiamo a suonare Here, per far capire a Young che è vero, noi siamo qui, lui è qui, perché siamo tutti qui, perché  “qui è il nostro pensiero di casa quando casa è ovunque si stia bene insieme”.

Ah, noi siamo i The Please, Here è il nostro nuovo disco e anche se Nick Drake non ha più potuto suonarci siamo certi che vi piacerà lo stesso. Venite qui anche voi, ovunque voi siate, perché non si può restare chiusi in casa quando fuori c’è ancora il sole e la strada ha voglia di portarvi con sé.

Qui il sito della band: https://thepleaseplease.wordpress.com/

Il video di Even And Odd: https://www.youtube.com/watch?v=0XSnfiNoDJg

DORIANA TOZZI

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