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La Stanza: l’incomunicabilità tra genitori e figli raccontata con tinte horror e sci-fi

stefanolodovichilastanzalocandinaMentre Stella sta per suicidarsi lanciandosi dalla finestra col suo abito da sposa, alla sua porta bussa Giulio, uno sconosciuto che dice di conoscere suo marito Sandro e che sembra sapere molte cose di loro. Dal momento in cui l’enigmatico personaggio fa il suo ingresso nella casa di Stella e Sandro, nulla più sarà come prima.

Con unità di luogo e di tempo (anche se bisogna dire che il tempo è una caratteristica con la quale si gioca molto a livello narrativo, diventando uno dei misteri che si affastellano durante il racconto), Stefano Lodovichi ambienta il suo dramma familiare, tinto da venature thriller, fantascientifiche e a tratti quasi horror, all’interno di una casa dove si nascondono molte sofferenze, molti non detti e, ovviamente, molti segreti.

Con soli tre protagonisti (interpretati ottimamente da Camilla Filippi nel ruolo della donna disperata e sofferente, da Guido Caprino in quello di un personaggio che presto diventa una sorta di villain oscuro e indomabile e da Edoardo Pesce nei panni di un uomo inconsapevole o forse disinteressato alle problematiche della sua famiglia), La Stanza risulta affascinante e imperscrutabile (almeno fino al momento della rivelazione della natura e delle intenzioni dell’ospite sconosciuto), riuscendo a inquietare per la sua componente tetra e lugubre (per merito soprattutto di una scenografia abilmente costruita in tal senso, con gli interni della casa studiati nei minimi dettagli per infondere questo tipo di sensazioni), ma regalando anche coinvolgimento emotivo grazie alla componente psicologica insita nel racconto di un dramma che include genitori e figli, entrambi i soggetti alla disperata ricerca di un punto di contatto, perso nei meandri di questa abitazione a tratti fatiscente proprio come la famiglia che la abita.

lastanza1Cosa si nasconde, allora, all’interno di una particolare stanza di questa casa? Cosa sta in realtà a metaforizzare questa fatidica stanza che dà il titolo a quest’opera in cui il regista ricorre all’arma del cinema di genere per parlare di legami spezzati e della disperazione di chi di quei legami ha assoluto bisogno, tanto da arrivare anche a soluzioni decisamente estreme così come succede all’interno del film? Lodovichi risponde restituendoci un ritratto familiare attraversato da follia, dolore e isolamento, regalandoci anche un’atmosfera notevolmente malsana che dona il giusto alone di inquietudine ad un racconto a tinte fosche che trasmette in maniera molto potente tutto l’”orrore” insito nell’incomunicabilità che spesso sovrasta anche i legami apparentemente più indissolubili.

Distribuito in esclusiva da Amazon Prime Video, La Stanza, quindi, è un film che piega il genere, anzi i generi in questo caso, al servizio del suo messaggio, non risultando didascalico o pedante, ma intrattenendo con il giusto mix di tensione e coinvolgimento emotivo.

Trailer del film:

ALESSANDRA CAVISI

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