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“Invocation and ritual dance of my demon twin”: il raffinato settimo album dei Julie’s Haircut

julieshaircutinvocationandritualdancecoverScrivere dei Julie’s Haircut non è mai facile, perché sintetizzare in poche parole costruzioni musicali peculiari può spesso risultare riduttivo, ingiusto. Ci proviamo dopo aver ascoltato Invocation and ritual dance of my demon twin, settimo episodio discografico della band con all’attivo ventitré anni di carriera nel panorama alternativo.

Atmosfere eteree ed episodi molto più simili a suite musicali che a semplici canzoni caratterizzano la proposta d’ascolto pubblicata per l’etichetta britannica Rocket Recordings, che non si metabolizza al primo tentativo ma si fa apprezzare con l’aumentare degli ascolti. Proprio questa caratteristica rappresenta il punto di forza del gruppo originario di Modena: l’essere ispirati coincide con la capacità di non snaturarsi e produrre musica con forza originale e coerenza artistica.

Ci sono riferimenti a musica di terzi, sempre di altissima qualità, ad esempio, nei suoni che si rincorrono in Cycles, vi si trovano riferimenti a Propiedad Prohibida di Franco Battiato, in un paragone dove non c’è da sfigurare.

Gruppi del genere diventano sempre più rari da trovare, autentiche mosche bianche di un sottobosco la cui qualità è scemata nel corso degli anni. Robuste date all’estero confermano le sensazioni che si hanno appena si preme il tasto play: i Julie’s Haircut sono un patrimonio tutto italiano, da salvaguardare e valorizzare al meglio.

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GIANDOMENICO PICCOLO

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