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Chiamami col tuo nome: la forza dell’amore, eccitante e intenso ma anche spietato e doloroso

chiamamicoltuonomelocandinaNonostante di italiano questo film abbia ben poco, nel nostro Paese si parla di Chiamami col tuo nome con toni estremamente entusiastici solo perché, con infantile campanilismo, ci si sente orgogliosi delle quattro candidature ai premi Oscar, ottenute per il film, per la sceneggiatura, per l’attore protagonista e per la bellissima canzone originale composta dal cantautore Sufjan Stevens. Candidature meritatissime (soprattutto quella del giovanissimo e impressionante Timothée Chalamet, nei panni del protagonista diciassettenne), che però non dovrebbero essere il motivo principale di apprezzamento di quest’opera che piuttosto ci fa vivere una vera e propria esperienza “sinestetica”, facendoci quasi toccare con mano le sensazioni che si provano durante la fase dell’innamoramento e dell’irresistibilità dell’attrazione fisica nei confronti di un’altra persona.

Il tutto è possibile grazie allo stile quasi “naturalistico” con il quale il regista Luca Guadagnino ha dipinto la nascita dell’interesse reciproco e del sentimento tra i due protagonisti, ricorrendo ad una regia e ad un comparto estetico-formale in generale, che hanno saputo restituire un realismo incredibile, con un utilizzo del sonoro magistrale (i rumori in presa diretta della natura circostante o i suoni della musica ascoltata dai vari personaggi) e ad una fotografia che spesso grazie a giochi di luce o di ombre, altrettanto naturali, degli interni e degli esterni, ha racchiuso e raccontato in maniera intensa ma soprattutto estremamente coinvolgente, la storia di passione intercorrente tra Elio, diciassettenne colto e delicato, ed Oliver, ventiquattrenne un po’ narciso e sfuggente (impersonato in maniera convincente da Armie Hammer, perfetto sia nel ruolo di sedotto che di seduttore).

Il primo è il figlio di un archeologo importante che durante le vacanze estive, passate nella campagna lombarda (siamo dalle parti di Crema) ogni anno ospita uno studente per la stesura della tesi di dottorato; il secondo è uno di questi studenti, americano che si trova ad assaporare l’estasi del travolgimento amoroso, ma anche del contatto con una cultura totalmente opposta alla sua. chimamicoltuonome1

Sarebbe bene, infatti, vedere il film in lingua originale, perché così si coglierebbero tutti i linguaggi e le differenti sfumature culturali tra i vari personggi, visto che Elio e la sua famiglia sono in parte americani e in parte francesi, ma si ritrovano a passare parte del loro tempo nel nord Italia, con tutta una serie di sfumture di dialetti, sapori, paesaggi, musiche (Franco Battiato e Loredana Bertè ci riportano a viva forza negli anni ’80 che fanno da sfondo a questa storia) e addirittura argomenti di conversazione (Bettino Craxi e la politica italiana in generale sono al centro di un “siparietto” squisitissimo che, in maniera volutamente stereotipata, ci racconta l’italiano di allora, che a ben vedere non è cambiato molto ai giorni nostri).

Sceneggiato e adattato per il grande schermo dal romanzo omonimo di André Aciman da James Ivory, nome di rilievo per gli amanti di un cinema a volte anche vezzoso e calligrafico – aggettivi che miracolosamente riescono ad allontanarsi da quest’opera che risulta a conti fatti asciutta ma soprattutto magicamente “sensuale” – Chiamami Col Tuo Nome è innanzitutto una storia d’amore, ma è anche un percorso di formazione di estremo coinvolgimento.

chiamamicoltuonome2La sensualità si accompagna ad una percepibile forza comunicativa grazie alla quale lo spettatore si ritrova a sperare e a sognare insieme al giovane protagonista alle prese col suo primo vero amore, ma forse soprattutto con la scoperta di sé (commovente il dialogo che verso la fine intrattiene con il padre, intensamente interpretato da Micheal Stuhlbarg) e della natura a volte mistificante dell’amore stesso, capace anche di trasformarsi in un sentimento foriero di estrema delusione.

È il finale, infatti, che con lo struggente primo piano del ragazzo ci restituisce al tempo stesso la disilussione e l’avvenuta maturità di Elio che, forse, in seguito a quanto vissuto fino a quel momento, ha capito cosa vuol dire essere un uomo, non solo amando, ma anche soffrendo.

Qui il trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=kOCqNdDtCn4

ALESSANDRA CAVISI

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