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“Cantastorie”, l’album di esordio di Furia tra cronaca e femminilità

furiacantastoriecoverCantastorie è il lavoro d’esordio della cantante e paroliera Furia, prodotto sotto l’egida di Luigi Albertelli, poliedrico protagonista della scena musicale italiana, che ha colto nella cantautrice l’anima colorata e profonda con cui è stato realizzato questo album. Cantastorie filtra la musica che ha costellato gli anni ’80 e ’90 con l’elettronica attuale e, senza lasciare a casa esperienze più acustiche o ballad più classiche, si presenta come un contenitore ricco e in ebollizione che rivendica una maniera “gaberiana” con cui raccontare la donna di oggi, la cronaca femminile, ma anche i personaggi iconici del belpaese. Ed è a Giorgio Gaber, infatti, che guarda Furia, come una stella polare che indica il percorso da seguire, chiudendo l’album con una reinterpretazione di Non arrossire, anche questa con un gusto particolarmente rosa, lo stesso gusto che colora l’intero lavoro e che viene sopraelevato nella ballad Prendi tutto, pienamente in linea con i requisiti d’accesso alla kermesse canora della riviera ligure.

Un esordio, quello di Furia, che svela non solo un’artista d’eccellenza, ma ricorda la capacità della musica di celebrare luci ed ombre della società, in questo caso di quella italiana. Un disco con due volti, accomunati dalla dichiarazione d’intenti del titolo, che vuole raccontare, in musica, la generazione attuale, fatti di cronaca e omaggiare grandi nomi del panorama nazionale. Che il filo conduttore sia quello di rivendicare la forza femminile non è in discussione, e non può esserlo, dato che Furia decide di mettere le cose in chiaro già dalla traccia d’apertura. Tu sei mio, un brano appassionato e passionale che cresce di intensità verso dopo verso, diventando una ballata pop-rock che impone la posizione di dominio della donna nel rapporto di coppia: “Alla mia età cosa credi di poterti prendere, se io vado via a te resta solo il mio vuoto a rendere […] mentre fai l’amore con me, pensi di sentirmi tua e di comandarmi e invece tu sei mio“. A confermare questa impronta rosa, fuori dai canoni del romanticismo a cui siamo abituati, è il brano Ce la invidiano tutti, in cui Furia, attraverso un ironico e dissacrante manifesto femminista che, a tratti, ricorda un inno ispirato agli incisi delle cheerleaders, intona: “Donne, davvero vogliamo un uomo vero […] ce la invidiano tutti, sia chiaro non è merce per tutti […] forza ragazzi non imitate Trump e voi ragazze non fate le vamp“. Si passa così all’analisi dello spaccato sociale dell’insofferente convivenza moderna in Robot, che con un arrangiamento scanzonato e metallico denuncia le cronache del quotidiano: “Io non sono mica un robot, prova tu al posto mio a fare tutto che faccio io“. Un tema che riecheggia anche nel prossimo singolo estivo, Freelance, in cui con un gusto elettronico si descrivono le ripercussioni di un lavoro precario nel rapporto di coppia. “Bevo il tuo sudore su di te“, come se l’unico momento di intimità sia quello di confidare le proprie fatiche lavorative, senza sosta e senza orari, costantemente precari: “io e te, tu e freelance, una relazione in due, poveri precari“.

Torna la femminilità, questa volta come velo di un amore tradito, al centro di Troppo facile: “Troppo facile, tredici anni, tutto è stato inevitabile, tu ne avevi già trenta, sapevi l’amore cos’è, mentre io troppo fragile […] tu sei stato il primo e l’ultimo che ho amato e odiato in questa vita mia […] troppo facile, porco“. A chiudere questa faccia del disco è Addio Barbie, un pezzo spiccatamente anni ’80 che nel narrare la crescita ormonale di una ragazza, nel passaggio dalla giovane età all’adolescenza, non può non ricordare le migliori sigle di Cristina d’Avena (che sia bene o male, a voi il giudizio).

Approdiamo, così, al lato più interessante della prima fatica di Furia. Una fatica vera, ma voluta e goduta come le avventure di Corto Maltese, a cui Furia si ispira nel look. Una fatica che incorona Furia come vera cantastorie nelle tracce che stiamo per analizzare. È con due omaggi che sarebbe bene partire. Campionissimo, seconda traccia del disco è un saluto terreno a Fausto Coppi che diventa emblema di vita e ricordo commovente: “Corri Fausto corri, scala chilometri di fango tu sei airone e ti spingi sempre in alto; vola Coppi vola dalla campagna verso il mare […] e quanti giri e quanti tour a testa in giù“. Si apre così la strada per commemorazioni di personalità che possano resistere al passare delle generazioni. Così in Pa Paya ya-ya (Ciao Marco), Furia ricorre ad un ritmo quasi reggaeton per mantenere vivo il pensiero di Marco Pannella: “Caro Marco, io mi chiamo donna, una di quelle per cui lottavi tu. Ciao Marco io mi chiamo contro, come tutti quelli che hai difeso tu […] come un’aquila che sa la preda chi è, tu vedevi più lontano di noi e pensavi più veloce di noi“. Anche Oriana Fallaci diventa protagonista di Cantastorie, come stimolo per la scrittura e l’interpretazione di Canzone ad un bambino mai nato, in cui l’arrangiamento si spoglia di ogni sovrastruttura a favore di una ballad struggente chitarra e voce.

È la volta di scontrarsi con la realtà della cronaca che, da rosa, si tinge di nero in Manchi, dedicata alla morte di Sara, che perde la vita bruciata viva per mano del suo compagno: “Per l’ultimo saluto sono corsi in tanti, manchi solo tu […] penso a ieri sera la tua voce da pantera, mi urlava, gridava, la mia anima piangeva, l’ennesima riprova di quel tuo amare male“. È con Giulietta, però, che Furia rivela il meglio di sé come autrice, paroliera ed interprete di classe: “Giulietta è una farfalla che prendi tra le dita e poi lasci andare temendo sia ferita“. Un brano accompagnato dalla voce dell’attrice Lella Costa: un cameo, originale e toccante che, districandosi sul giallo in rosa della misteriosa morte di una giovane donna, viene risolto in versione shakespeariana. “Giulietta diceva voglio andare via, lasciare questa casa, comunque sia, Giulietta innamorata di un amore disperato, trovava questo mondo sempre più sbagliato […] ma ora sta cantando in un mondo più distante“.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/IoSonoFuria/?ref=br_rs

Video di Giulietta: https://www.youtube.com/watch?v=qpp8aUL15cc

COSIMO GIUSEPPE PASTORE

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