18 regali: il dramma della malattia e la speranza per un futuro ricco di sorprese

francescoamato18regalilocandinaElisa e Alessio aspettano una bambina e sono molto felici. Lei gestisce un’agenzia interinale, lui fa l’allenatore. Un giorno Elisa ha delle strane perdite e quando si reca in ospedale per un controllo scopre di avere un tumore che non le lascerà molto da divere. Prima di mettere al mondo la sua bambina, allora, decide di preparare 18 regali che la figlia scarterà ad ogni compleanno fino al raggiungimento della maggiore età. Quest’ultima, Anna, una volta cresciuta, diventa una ragazzina e poi adolescente ribelle, insoddisfatta e arrabbiata col mondo e, proprio il giorno del suo diciottesimo compleanno, scappando dall’ennesima festa che il padre ha organizzato per lei, viene investita accidentalmente perdendo i sensi. Quando si risveglia, si troverà davanti una persona e una realtà decisamente inaspettati…

Ispirato alla storia vera, straordinariamente commovente, di Elisa Girotto, mamma quarantenne che, prima di lasciare per sempre la sua bambina di un anno, decise di lasciarle diciotto doni per i suoi compleanni a venire, 18 Regali, girato da Francesco Amato che in fase di sceneggiatura è stato coadiuvato da Alessio Vincenzotto, il marito della vera protagonista di questa storia (la cui foto ci viene mostrata alla fine del film, non facendoci trattenere dalle lacrime), è un film drammatico che però punta su un’asciuttezza di toni e situazioni (ad esclusione di alcuni momenti eccessivamente enfatici, anche se pochi rispetto all’economia generale della pellicola) e soprattutto su una sorta di ibridazione di generi, puntando inaspettatamente su un filone lontanamente sci-fi che si fa apprezzare notevolmente e rende il tutto più interessante e meno lineare di quello che avrebbe potuto essere, considerando di essere di fronte ad uno dei tanti, forse troppi, film dedicati al grande dramma della malattia per eccellenza, che spezza vite, futuri e famiglie.

18regali1Tutto questo, ovviamente, succede anche in 18 Regali e indubbiamente non ci troviamo di fronte ad una pellicola innovativa, sperimentale o eccessivamente notevole, anche perché spesso veniamo posti di fronte a metafore di grana grossa che, se evitate, avrebbero lasciato spazio allo spettatore di arrivarci semplicemente assaporando i momenti in cui madre e figlia magicamente si ritrovano a condividere le loro personalità, le loro perplessità, i loro dolori e le loro gioie (ci riferiamo soprattutto alla dicotomia tra nascita e morte, al tuffarsi in acqua così come dalla stessa si prende vita, momenti didascalicamente sottolineati ed evidenziati in alcune sequenze che nel complesso inficiano, seppur non totalmente, il gradimento complessivo dell’opera).

18 Regali, quindi, con l’arma del fantastico e dell’impossibile, gioca con il senso di dimensione “altra” (né spaziale, né temporale?), in cui la giovane Anna si risveglia nel passato in cui la madre Elisa è incinta di lei e scopre di avere un cancro incurabile. L’incontro tra le due, raccontato con toni lievi e mai melensi, sarà pregno di significato per entrambe e regalerà allo spettatore attimi di condivisione che, senza far ricorso alla lacrima facile, commuovono ed emozionano, fino ad arrivare ad un finale abbastanza prevedibile e molto in linea con gran parte della produzione italiana.

18-regali2Ma l’alchimia tra le due protagoniste Vittoria Puccini e Bendetta Porcaroli è innegabile, così come decisamente apprezzabile è la presenza di comprimari di un certo peso quali Edoardo Leo, qui in un ruolo abbastanza inedito, ma soprattutto Marco Messeri, che conquista dal momento in cui entra in scena, fino a quando si esprime in uno dei dialoghi più belli visti di recente nel nostro cinema (durante il matrimonio della figlia Elisa).

Cosa ci lascia, quindi, questo film, oltre al ricordo di una mamma che ha deciso di accompagnare la sua bambina col dono della sorpresa da scartare ogni anno per ricordarsi di lei? Rimane il piacere di aver visto un film estremamente drammatico che non si abbandona facilmente al patetismo e che, nonostante la tragedia raccontata, ci lascia con un sorriso e con un senso di speranza che solo la voglia di vivere nonostante tutto può darci.

Trailer del film:

ALESSANDRA CAVISI

 

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