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Filippo Dr. Panìco cerca di “rovinare tutto” ma alla fine sorride e… smascella

filippodrpanicorovinaretuttocoverL’attenzione con cui il lucano, ma romano d’adozione, Filippo Dr. Panìco (al secolo Filippo De Lisa) presenta i packaging dei suoi lavori è devotamente maniacale: già con il debut album, Tu sei pazza, non si era limitato al solo disco ma aveva allegato anche un libretto di sue poesie; con questa seconda fatica, Rovinare tutto, Filippo bissa e al disco abbina anche un nuovo libro di poesie e pensieri (intitolato La vita ci sorride, ma smascella), tra l’ermetico, il dadaista e il fancazzista, tutte rigorosamente sgorgate fuori dalla vena ironica del nostro, e tutte romantiche a modo loro (un esempio, tratto da Il lungo addio: “…Ci salutavamo / per l’ultima vola: / porco addio”, oppure Domenica di pèsca: “Una domenica di pesca / un pesciolino romantico / notando un’esca / socchiuse gli occhi / e disse: / l’amo”), ma per il volumetto servirebbe una recensione a parte.

Non ancora appagato da tutto questo, Filippo ha inserito nel pacchetto anche un bigliettino sullo stile di quelli dei Baci Perugina, con scritto “La vita ci sorride, ma smascella”, e diversi adesivi a tema (splendido quello di Mago Merlino con il cappellino a visiera rosso e le all star, ovvero in versione “Honolulu, arrivo!”, della Spada nella roccia) e il poster con l’immagine della copertina (disegnata, come tutto il resto, da Antonio Pronostico), in cui c’è una grossa mano con del dentifricio sul dito indice. Insomma, in un mondo di musica digitale, intangibile e fugace, Filippo Dr. Panìco fa in modo di rendere interessante e utile l’acquisto dei suoi lavori in formato fisico. E ci riesce.

Entrando nel merito di questo secondo album, pubblicato per la Noize Hills Records, ci si accorge subito che, rispetto a Tu sei pazza, il Dr. Panìco è maturato ma sempre diretto. Lungo queste nuove tracce lo seguiamo al culmine della sua storia d’amore, quando ormai tutto è finito e si cominciano a raccogliere i cocci. Senza perdere la sua innata capacità di sdrammatizzare, Filippo impugna la penna, che ha affinato spudoratamente negli ultimi due anni, e dà vita a testi che giocano ancora di più con le parole (in Marilù…io ti parlavo da mò, da mò, da mò, da mò, io ti parlavo d’amò-re…”, in CarloCarlo, il futuro dimenti-carlo”, in Semicerchi si gioca sull’assonanza di “se mi cerchi” e “semicerchi”, in L’ancoraHo imparato a pescare dai pensieri ancorato all’ancòra”, in Piumone si fa rima con “compromettiamoci” grazie al neologismo erotico “comprolecchiamoci” e così via). I giochi di parole, solo di rado un po’ forzati ma generalmente originali e divertenti, sono ormai il marchio di fabbrica delle sue canzoni, che musicalmente si muovono ubriache nella stanza del pop cantautorale, barcollando d’ebbrezza e sbattendo prima contro il muro del rock, poi cadendo sul divano del cosiddetto “indie” contemporaneo e infine inciampando sulle pieghe di un tappeto da cui si solleva una sottile polvere di follia che libera i vincoli compositivi e li lascia fluttuare in una bolla di sapone dall’attitudine punk.

Meno scanzonate di quelle del disco che le ha precedute, le tredici canzoni di Rovinare tutto sembrano due capitoli di un libro in buona parte autobiografico, che “parla fondamentalmente di persone” (com’è scritto nel booklet e com’è comprensibile anche per il gran numero di brani intitolati con nomi propri). Il primo capitolo, fino ad Antonio, si costruisce su paragrafi più ritmati, degni eredi di Tu sei pazza; dalla ballata di Fiorino invece il ritmo si placa e il Dr. Panìco inizia a raccontare in maniera più intima e rilassata le sue storie minime e sgangherate, quotidiane e sarcasticamente disilluse.

Altro marchio di fabbrica di Filippo Dr. Panìco è il gusto per le citazioni, che benché meno “spinte” rispetto al lavoro precedente, sono presenti anche in Rovinare tutto e, a riguardo, non si può non citare Marco, che in circa tre minuti fonde insieme Mia Martini, Ivan Graziani, Vasco Rossi, Lucio Battisti, Antonello Venditti e molti altri.

E non manca mai il solito romanticismo provocatorio (da Retecapri: “Sei bella come Rete Capri a mezzanotte tu” o da Universo: “Siamo fatti della stessa materia: crackers”, e da L’ancora: E se avessi ancora fiato direi che tu sei fatta di polvere sottile e io sono un drogato”), né mancano le collaborazioni: dalla produzione di Stefano Switala alle featuring con il Trio Improvviso, Morgan con la i, Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, Vincenzo Fasano e Leila.

Insomma, non manca niente e non si esagera con niente. Filippo Dr. Panìco fa semplicemente quello che gli pare (non dimentichiamo che il tour del disco non si svolge nei locali ma nei salotti dei fan di tutta Italia!), e lo fa con naturalezza, senza lasciarsi etichettare se non con il suo stesso moniker, e porta una ventata di freschezza e sincerità nella discografia indipendente italiana.

Questa la pagina facebook ufficiale: https://www.facebook.com/FilippoDr.Panico/

Qui il videoclip di Carlo: https://www.youtube.com/watch?v=CHyUWcIn_aw

DORIANA TOZZI

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