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Dischi da scoprire e riscoprire: “Jumble up” del Fabio Giachino Trio

FabioGiachinoTrioJumbleUpCOVERA volte ci capita di scoprire o riscoprire dischi non più recentissimi ma che meritano sempre nuovi ascolti. È il caso di Jumble Up del Fabio Giachino Trio. Infatti dopo l’album d’esordio, Introducing Myself, che ha ospitato l’eccezionale sassofono di Rosario Giuliani, nel 2014 Fabio Giachino ha dato alle stampe Jumble Up, edito dalla Abeat Records, secondo lavoro del pianista torinese insieme a Davide Liberti al contrabbasso ed a Ruben Bellavia alla batteria.

Il brano omonimo, Jumble Up, è una colorata esplosione di suoni, che vede i tre strumenti fondersi tra loro in maniera totale in una vera e propria corsa di note, alternata a momenti più pacati.

Goodbye Pork Pie Hat è un fraseggio pianistico jazz di impronta classica che si sviluppa verso elementi sperimentali; Breathe, invece, è una lenta ballad che si apre verso virtuosismi pianistici di delicata emozione; molto più ritmo troviamo in Nobody Inside, con il suo incalzante incedere, sottolineato anche da fraseggi vocali dei musicisti, talmente coinvolti dalla musica al punto di accompagnarla anche con la voce.

Originale la quasi ossessività di Everybody Outside, uno dei brani più sperimentali di questo lavoro, insieme a Hotchpotch, quasi egualmente incalzante nel suo incedere.

Man mano che si procede nell’ascolto, si delinea la profonda conoscenza tra i tre strumentisti, dettata non solo da un pluriennale legame di amicizia, ma anche dalla condivisa esperienza di palco, in occasione di lunghe tournée composte da decine e decine di serate live.

Andando avanti con le tracce, Hambmur è una sintesi tra ritmo e dolcezza perfettamente riuscita, mentre romantica è l’atmosfera di Missing Call, un brano davvero “da sogno”.

E torniamo alla sperimentazione con la velocissima Hodgepodge: il lavoro a tre “voci” del gruppo si snoda qui lineare e compatto, dando spazio ora agli standard, ora alle contaminazioni.

Dolcissima e mai scontata nei suoi imprevedibili passaggi Jack In The Box, così come You Taught My Heart To Sing, toccante brano di chiusura del lavoro.

Un contrabbasso solo in apertura per Bassifondi che ci introduce ad una fusione totale dei tre strumenti ed ai relativi loro virtuosismi, di grande ed emozionante qualità.

La modernità fa da filo conduttore per Structural Noises, mentre uno swingante piano solo conquista l’attenzione in Stompin’ The Groove, aprendosi verso una contaminazione a tratti addirittura rock.

Un mix misurato ed accattivante tra modernità e classicità, sicuramente da ascoltare e riascoltare.

Sito ufficiale: www.fabiogiachino.com

Qui il teaser dell’album: https://www.youtube.com/watch?v=eDsWzn3hTfU

DONATELLA DELLE CESE

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