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Nuove sperimentazioni e vecchia scuola nelle “Canzoni per esseri umani” degli Esterina

esterinacanzoniperesseriumanicoverCanzoni per esseri umani è il quarto album in studio degli Esterina, band ormai cult dell’underground italiano, in bilico tra post-rock e musica d’autore. Nella loro ultima fatica, però, i toscani sperimentano maggiormente inserendo nel proprio sound elementi di musica elettronica che talvolta fungono da “cuscino” ai tappetti sonori già dilatati, altre volte, invece, offrono varietà e spezzano le dinamiche più classiche del post rock. La produzione del disco si rivela massiccia, preziosa ed importante, affidata alle mani sapienti di Marco Lega (storico produttore italiano, che annovera tra le sue produzioni Catartica dei Marlene Kuntz).

Importante lo spessore dei refrain, mai banali o scontati, e del cantato, spesso volutamente sbilenco e disordinato, figlio di quella tradizione italiana portata avanti dai Massimo Volume o dagli In Zaire, tanto per fare due nomi.
Sorprendono anche molto l’uso ragionato e particolare di diversi strumenti a fiato presenti nel disco come il sax (affidato a Luca Bellotti), tromba e flicorno.

Lo spessore dell’album viene poi ulteriormente arricchito dalla presenza di Stefano Rampoldi, ovvero Edda, che dà il suo contributo spalmando bene il suo inconfondibile stile in Sì che lo merita.

Non solo post-rock dicevamo, infatti è forte l’influenza alternative/noise estera che si coglie nel disco (Grizzly Bear, Elbow) e che fa capire l’intenzione del gruppo di non voler piegarsi alle logiche dei suoni forzatamente catchy.

Un album davvero ben suonato, ben prodotto ed arrangiato con sapienza, e che dieci anni fa avrebbe sicuramente ottenuto un clamore di pubblico ben diverso (grazie alla prima grande esplosione di gruppi come Afterhours e Marlene Kuntz) da quello che probabilmente otterrà.

Oggi ci troviamo di fronte ad un disco valido, curato e giustamente premiato dalla critica. Canzoni per essere umani è un disco “fedele alla linea”, quella del rock italiano, che continua a (r)esistere e probabilmente continuerà a farlo ancora per diversi anni, finché, per lo meno, ci troveremo di fronte a prodotti del genere che abbandonano il “manierismo” a cui certe produzioni di rock italiano ci avevano abituato nel decennio scorso.

Questa la pagina facebook della band: https://www.facebook.com/esterina.it/

Questo il videoclip di Santo amore degli abissihttps://www.youtube.com/watch?v=dttWXAbHJIQ

CIRO ZERELLA

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