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La “White Fever” di Erica Romeo, tra minimalismo ed evanescenza

EricaRomeoWhitefeverCOVERErica Romeo ha una voce particolare nonostante una certa familiarità di timbro e a volte anche di interpretazione con quella di Dolores ‘O Riordan dei Cranberries o saltuariamente anche con quella di Bjork. La voce della Romeo è quindi una voce soave, delicata, che ti accarezza come la brezza d’estate ed è un piacere ascoltarla.

Soffermarsi particolarmente sulle doti vocali di questa cantante era doveroso per iniziare a parlare di un disco come White Fever, in cui ad accompagnare il canto di Erica vi sono impianti sonori a dir poco minimali, scarni e decisamente privi di fronzoli.

La voce è dunque lo strumento di spicco di questo disco, costruito in maniera tale che tutti gli altri strumenti vadano esclusivamente a creare un leggero sostegno, un sottile accompagnamento che, il più volte, passa in secondo piano per dar spazio appunto alla voce.

Ci sono tracce pregevoli, come l’omonimo singolo di lancio, White Fever, o Bonnie & Clyde, ma la sensazione che si ha alla fine dell’ascolto è quella di un disco che scivola via piatto e senza alcun guizzo o colpo di genio. Lo si ascolta piacevolmente grazie alla più volte decantata voce della cantautrice, ma i brani alla fine lasciano ben poco per cui valga la pena di riascoltarli o comunque ricordarli, ed è un peccato perché con queste doti si potrebbe fare davvero molto di più.

Complessivamente questo White Fever è stato insomma un esordio che necessitava di una marcia in più, dunque aspetteremo con fiducia il secondo tentativo, che potrebbe riservarci grandi sorprese.

Sito della Romeo: http://www.ericaromeo.com

Video di White Fever: https://www.youtube.com/watch?v=6ZlktTGttFY

ALBACHIARA RE

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