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Il didjeridoo di Christian Muela ci porta in un viaggio alla scoperta di noi stessi

christianmuelaofflinecoverChristian Muela, musicista e compositore di origini italo-congolesi, nonché uno dei maggiori suonatori di didjeridoo italiani, oltre a comporre e suonare musica con questo affascinante strumento a fiato aborigeno tiene anche corsi e workshop sul tema, facendosi portavoce di sonorità uniche ed estremamente eclettiche. Ha all’attivo più di un progetto musicale e ha calcato i palchi di festival musicali importanti come Casa del Jazz, Festival EarthGarden (a Malta), inoltre collabora con artisti internazionali del calibro di Stephen Kent, Mauro Tiberi, Ivan Macera, Roberto Fega e molti altri.

Offline è la sua più recente fatica discografica: un album autoprodotto pubblicato a dicembre dello scorso anno in cui il talentuoso artista ha inanellato una serie di brani che mostrano bene la straordinaria capacità di Muela di mixare sonorità elettroniche e trip-hop con il particolarissimo groove del didjeridoo.

Non c’è alcun dubbio che approcciarsi all’ascolto delle sonorità del didjeridoo, per chi non è abituato, può non essere semplice, si tratta infatti di un’esperienza particolare, quasi terapeutica; si tratta di rompere gli schemi “convenzionali”, per ritrovarsi in un mondo di suoni completamente differente e di indubbio fascino. La dote unica di Christian Muela sta poi nel suo rimanere sempre autentico, istintivo, nell’essere capace di ottenebrare le difficoltà di un ascolto per nulla semplice proponendo, a chi si approccia per la prima volta allo strumento, un percorso in cui le sonorità ancestrali del didjeridoo si mischiano alla dub music, al dubstep e all’ambient music tipica del chillout e downtempo.

Offline è insomma un album unico nel suo genere e tutto da scoprire. Brani come Arcaik Memories con i suoi echi global bass, (di cui è disponibile un video ad opera di Simone Memè e Twin Pixel) e Urban Stone, sono capaci di testimoniare come il lavoro musicale di Christian Muela sia capace di abbracciare più generi aprendosi alla musica contemporanea più complessa. Nel brano Yourself, Christian Muela strizza maggiormente l’occhio alle sonorità trip hop così come in Solarize e nel già nominato Urban Stone. 4D, ultima delle dieci tracce che compongono il disco, chiude magnificamente Offline riportandoci “online” e in qualche modo ridimensionati, ricomposti, ri-strutturati, verrebbe da dire “migliorati”.

La musica proposta da Christian Muela non è assolutamente immediata o “semplice”, l’abbiamo già ribadito. È una musica che richiede tempo e sembra quasi domandare una scelta all’ascoltatore, chiedendogli se desidera o meno intraprendere un viaggio dal quale farà ritorno inevitabilmente dopo un cambiamento del proprio modo di vedere le cose, spostando un po’ più in là i suoi orizzonti.

Questo è il sito di Christian Muela: https://christianmuela.it/

Il videoclip di Arcaik Memories: https://www.youtube.com/watch?v=rGvGRMzoYic

GRETA COCCONCELLI

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