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Romanticismo in salsa rock e tanta energia in “Pace, violenza o costume” dei Casablanca

casablancapaceviolenzaocostumecoverI Casablanca sono tornati in grande stile con l’album Pace, violenza o costume: un’appassionante epopea nella vita di tutti i giorni tra grunge e rock puro.

Con questo secondo album, che segue il primo lavoro risalente al 2015 e che portava lo stesso nome della band, i Casablanca ripropongono il sound a metà tra grunge e rock nudo e crudo – con alcune punte che si avvicinano alla musica dei Muse – che aveva già permesso alla band (composta dagli ex Deasonica Max Zanotti (voce e chitarra) e Stefano Facchi (batteria), con  Giovanni Pinizzotto al basso e Rosario Lo Monaco alla chitarra), di farsi apprezzare in questa nuova veste artistica.

Questo secondo lavoro, inoltre, propone un’avventura musicale che parte dall’interiorità per raggiungere direttamente l’ascoltatore, creando labirinti di ricordi condivisi, come se le storie narrate dal quartetto rock appartenessero a tutti da sempre.

Premendo play sul primo brano, Maschere, si è già proiettati nel mondo odierno, descritto con rapide pennellate tipiche dell’immaginario dark ma che, allo stesso tempo, fissa il livello davvero alto dell’album con una profondità testuale straripante. Motivati dalla ricchezza della prima traccia, si giunge a Ti sto cercando – singolo che ha anticipato il disco con un videoclip – altro raccordo fondamentale di emozioni mai banali, in un crescendo che porta al cuore pulsante dell’organismo creato dai Casablanca: Ti scriverò da qui, intenso avvicendarsi di ricordi accompagnati da un suono coinvolgente e che costituisce il punto più alto dell’intero lavoro, toccando le corde più profonde dell’anima dell’ascoltatore con parole che ne accarezzano i sentimenti.

Minuetto, rifacendosi nell’intro e nell’outro alle melodie tipiche dei menestrelli, rende variegata e scorrevole l’esperienza musicale tra grunge, underground e sana cattiveria con un ritornello che resta impresso a lungo. Passando per Niente rose,  brano molto tecnico, e per Un punto di sutura, dall’espressività pungente che esplica il dolore interiore che la musica rende esteriorità evidente, e Lei, descrizione romanticamente rock della donna desiderata ed attesa “come un fiore in autunno“, eccoci finalmente all’esplosiva Un taglio in bocca, che parrebbe essere legata da un filo rosso alla precedente Un punto di sutura e che, ancora una volta, analizza il dolore bruciante dell’io interiore alle prese con sentimenti così forti e “dannati” da provocare dolore psicologico e fisico.

La traccia finale, Casablanca, sembra un vero e proprio biglietto da visita dell’ensemble alternative rock italiana che, con questa eccezionale epopea minima attraverso la vita di tutti i giorni, ha illuminato ed arricchito lo sterminato cielo della musica italiana del 2018 e da lì a venire…

Questa la pagina ufficiale della band: https://www.facebook.com/casablancarocks/

Qui il videoclip di Un punto di sutura: https://www.youtube.com/watch?v=bFhVlunwYTg

RUGGIERO RICATTI

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