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Che maschera hai? PDF Stampa Email
Domenica 06 Febbraio 2011 15:22
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La valigia che ci portiamo dietro, durante il viaggio della vita, è piena di maschere che indossiamo a seconda delle situazioni che il destino ha in serbo per noi. In una giornata è facile osservare come, dal momento in cui ci svegliamo fino all’ora di andare a letto, indossiamo una moltitudine di maschere. Pensiamo all’arduo compito del rappresentante sindacale di una grossa azienda: è chiamato a tutelare i diritti dei suoi colleghi operai, ma anche ad operare nell’interesse dell’azienda, non solo, ma verrà visto come un operaio dai dirigenti e come un dirigente dagli operai e in ogni caso sarà se stesso ma interpreterà anche il ruolo che gli sarà chiesto.

L’aspetto fondamentale di tutto questo è che gli individui attuano questi “travestimenti” in modo del tutto inconscio.

Lo psicologo statunitense George Herbert Mead postula, infatti, l’esistenza di tre istanze interiori denominate Io, Me e Altro Generalizzato. L’Io rappresenta il modo di comportarsi di un individuo nei confronti degli atteggiamenti degli altri; il Me indica l’assorbimento degli atteggiamenti degli altri, è un’istanza passiva e rappresenta il cosi detto “Sé sociale” ossia l’Io visto dagli altri; l’Altro Generalizzato deriva, invece, dall’interiorizzazione dei ruoli sociali, che sono imposti dalla società agli individui in base ai loro compiti. L’altro generalizzato può essere inteso come la comprensione di una determinata situazione e del ruolo occupato in quella situazione. La comprensione dell’altro generalizzato, significa, per gli individui, capire che tipo di comportamento va adottato in una determinata situazione. Insomma siamo sempre noi e sempre diversi a seconda delle persone che abbiamo di fronte o della situazione in cui ci troviamo, siamo “uno, nessuno, centomila”, avrebbe detto Pirandello. Ci adattiamo alle situazioni che la vita ci propone ogni volta interpretando la parte più idonea di noi.

 

VINCENZO CIRILLO

 

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