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Ottobre 2009 - Anno I - Numero 4 - LA DANZATERAPIA: Un'eredità non indifferente PDF Stampa Email
Scritto da Donatello Giannino   
Domenica 21 Giugno 2009 10:48
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La danza è una delle maggiori espressioni artistiche ereditate dall’antichità. Con la danza l’uomo esprime se stesso attraverso movimenti coreografici, cioè prestabiliti, o liberi, il più delle volte associati al ritmo della musica, componente fondamentale di quest'arte.

Dopo aver osservato gli effetti benevoli sia a livello corporeo che psicologico, gli studiosi hanno voluto sperimentare una terapia basata proprio su questa disciplina, con obiettivi di miglioramento fisico e mentale.

L’uso della danza come strumento terapeutico risale alle tribù primitive: per loro la danza era una forma di preghiera, con la quale auspicavano eventi atmosferici ed esorcizzavano i mali.

Con l’utilizzo della danza terapia gli psicologi e altri specialisti cercano di migliorare l’apprendimento di nozioni concettuali e l’uso di simboli; non solo cercano di giovare l’area cognitiva, ma anche quella psicomotoria, potenziando quindi l’orientamento nello spazio e la coordinazione. Di conseguenza ne trae giovamento anche l’area relazionale, in quanto grazie al consolidamento della stima di sé, il soggetto lavora per migliorare le relazioni interpersonali in individui con disagi dovuti al mancato inserimento sociale.

Naturalmente non sono da escludere gli interventi in pazienti affetti da psicosi, nevrosi, disturbi alimentari, ossessivi e in casi di depressione.

Come in tutte le arti terapie l’aspetto positivo di questi incontri è la mancata presenza di effetti collaterali, o effetti che, in qualche modo, possano compromettere o aggravare lo stato mentale del soggetto..


DONATELLO GIANNINO
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