
| Aprile 2010 - Anno I - Numero 10 - LA SOCIETÀ OMOLOGATA |
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| Scritto da Admin |
| Lunedì 10 Maggio 2010 13:21 |
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Cosa c’è di diverso in noi?
La psicologia sociale e in particolare la sociologia a riguardo ha formulato varie teorie tra cui la teoria dell’etichettamento. Tutti, almeno una volta nella vita hanno catalogato qualcuno, un amico, un compagno di classe, uno sconosciuto, basandoci principalmente sul sentito dire, e nella peggiore delle azioni lo abbiamo ghettizzato anche solo per il suo gusto nell’abbigliamento, nelle sue scelte sessuali o per antipatia. Basti pensare al modo in cui ogni individuo sceglie le proprie amicizie, il più delle volte basate sul modo di vestire, di pensare e di agire (hobbies, interessi e passioni comuni). Fattori importanti possono essere da una parte costituiti dallo status sociale, dall’altra più genericamente dalla complicità che vi si crea in un gruppo di coetanei. Come ci insegna il celebre filosofo Aristotele, l’uomo per natura è un animale sociale e come tale ha bisogno di un branco per sentirsi vivo e poter sopravvivere e per questo coloro che affermano di sentirsi bene isolandosi, di voler a tutti costi non essere omologati alla massa, nel loro essere anticonformisti paradossalmente si omologano, si schierano dalla parte di coloro che pur criticando la società e la mancanza di identità individuale si coalizzano formando ugualmente un genere e uno stile di vita. Parallelamente è un po’ come il don Giovanni che per sfuggire alla routine di tutti i giorni propria dei mariti e degli uomini dell’epoca, continuamente cambia donna ogni notte, ma ad un certo punto si rende conto che il fatto di cambiare ogni giorno aveva assunto la forma di una noiosa e piacevole monotonia. Concludendo sottolineando che pur essendo animali sociali ognuno di noi rimane unico nel suo genere e cito un passo dei Saggi di de Montaigne visto sotto un’ottica non comportamentista bensì psicodinamica: “Nel mondo non ci sono mai state due opinioni eguali, non più di quanto vi siano stati mai due capelli o due grani identici: la qualità più universale è la diversità”.
Donatello Giannino |







Nella vita di tutti i giorni tendiamo ad etichettare tutto e tutti con appellativi che possono spesso risultare volgari e offensivi, basandosi principalmente su stereotipi che ci vengono inculcati sin dalla tenera età.


















