
| Pensare positivo per realizzarsi meglio nella vita |
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| Lunedì 12 Dicembre 2011 14:04 |
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L’ottimismo e la speranza alla base della felicità
Da anni sta prendendo sempre più piede un nuovo approccio psicologico che pone al centro dei suoi studi la ricerca del “benessere”, diremmo oggi della “bella vita” o, se vogliamo fare un tuffo nel passato, dell’eudaimonìa aristotelica che poneva come sommo bene il raggiungimento della felicità. Gli indicatori soggettivi e oggettivi che ci permettono di condurre una vita all’insegna del benessere sono la percezione del proprio stato di salute, il livello di soddisfazione in ambito sociale, lavorativo e personale, l’ottimismo, la speranza, il senso della vita, il reddito, la salute fisica e il ruolo sociale. Questo nuovo modello psicologico considera la salute psico-fisica non più come un obiettivo impossibile da raggiungere ma come risorsa di vita, quindi non partendo più da cosa manca nel soggetto, ma ripartire dal livello più alto di autonomia personale per poterla integrare passo dopo passo. Questo permette all’individuo di non vedersi più come un portatore di malattia ma come un soggetto integro al livello sia fisico che psicologico e predisposto mentalmente a una eventuale riabilitazione. Ryff elabora un modello, il modello del benessere psicologico, che partendo da due prospettive di base, quella eudaimonica, ovvero un processo di interazione tale per cui la felicità individuale si realizza nell’ambito delle relazioni sociali, e quella edonica, dove alla base della felicità vi è un benessere personale, afferma che il livello ottimale del benessere si ottiene attraverso l’autonomia, l’accrescimento personale, l’auto-accettazione, la padronanza ambientale, le relazioni positive e lo scopo della vita. Quindi pensate in positivo perché allunga la vita. DONATELLO GIANNINO |


























