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Gennaio 2010 - Anno I - Numero 7 - SPINAZZOLA |
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Scritto da Admin
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Mercoledì 03 Marzo 2010 07:18 |
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UN ASSAGGIO DI SPINAZZOLA
È noto che l’Italia sia rivestita e costellata di borghi di particolare fascino e incantevole grazia. Il Comune di Spinazzola rientra con diritto nella suddetta lista.
Mentre percorriamo le vie del borgo antico eccezionalmente ricco di fontane, percepiamo – stregati - la storia che gli edifici, le vie e i manufatti hanno vissuto: dal trotto dei cavalli delle milizie romane alle scorrerie delle invasioni barbariche. A parte le chiese presenti all’interno dell’agglomerato urbano, la tappa imperdibile per un ideale visitatore è il Santuario della Madonna del Bosco che sorge a circa 2 km di distanza dal paese, nascosto tra numerose querce. Edificato sui resti del vecchio santuario, custodisce l’omonimo dipinto venerato da secoli.
Tra le curiosità che Spinazzola può vantare, si può annoverare “U’ Burlir”, ovvero una maschera carnevalesca riscoperta da poco dalla Pro Loco e che rappresenta un uomo bonaccione che se ne va a zonzo barcollando per le vie del paese, con un fiaschetto di vino in mano, l’abito blu, le calze di lana ed un cilindro a forma di imbuto.
Per restare in tema “burlesco”, possiamo sfogliare qualche pagina di “C monn gh’r?” (Che mondo era?) di Antonio Lani. Ed ecco che ci divertiamo quando, tuffandoci nel mare dei detti proverbiali (antichi ma tuttora di corrente utilizzo), leggiamo: “Patreun Andonje u Volz: quann ava ja paghè l’tr’m’laje u polz.” utilizzato per prendere in giro un uomo particolarmente taccagno, oppure “U k’n du cond: quann ava ja sce a cacc’ l’ scappaje d’p’scè”- locuzione che significa “Essere come il cane del conte” e che indica qualcuno che fa qualcosa in un momento inopportuno. Questo era solo un assaggio di Spinazzola. Per degustarla per intero vi consigliamo vivamente di recarvi di persona.
MICHELE DELPIANO
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