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Passione TV (il cinema nel piccolo schermo) – 51 – Alta Fedeltà

altafedeltalocandinaAlta Fedeltà: il nuovo millennio al femminile tra cultura pop e delusioni sentimentali

Lo ricordano tutti uomo il Rob Fleming londinese del bestseller letterario Alta Fedeltà, scritto negli anni ’90 da Nick Hornby, così come uomo era anche l’attore John Cusack che lo ha interpretato nella pellicola del 2000 diretta da Stephen Frears. Oggi invece, a quasi venticinque anni dall’uscita della prima edizione cartacea, Rob cambia prospettiva, grazie alle sceneggiatrici Veronica West e Sarah Kucserka, e diventa una donna con il volto e le fattezze di Zoë Kravitz (già vista in Big Little Lies, di cui abbiamo parlato qui: http://www.ithinkmagazine.it/passione-tv-big-little-lies/), per una nuova serie tv in dieci puntate, disponibile da settembre sul canale StarzPlay di Amazon e da appena pochi giorni anche sulla piattaforma Disney Plus.

Londra e Chicago, rispettivamente ambientazioni del libro e del film, stavolta vengono spodestate da una Brooklyn dei giorni nostri, teatro di una trama che ruota attorno alla complicata vita sentimentale della trentenne Robyn Brooks (Rob per l’appunto), le cui giornate si dividono tra la gestione del celeberrimo negozio di dischi Championship Vinyl e l’immancabile passatempo preferito con gli amici e colleghi Simon (David H. Holmes) e Cherise (Da’Vine Joy Randolph): la Top 5 su qualunque cosa.

altafedelta1Prevedibilmente, il sound è il punto di forza della serie che, complice il passare degli anni, ha potuto permettersi di spaziare tra i vari generi musicali e le subordinate contaminazioni, regalando una colonna sonora memorabile. Ma non è solo merito delle canzoni la riuscita di questo piccolo gioiello televisivo. Infatti, parte del riconoscimento si deve al cast di interpreti secondari, davvero ben adattati, che non solo garantiscono la godibilità di ogni puntata tra ironia dissacrante e perle di saggezza dispensate alla protagonista (rea di rappresentare il prototipo dell’eterna Peter Pan “scazzata”), ma fanno sì che divenga centrale l’utilizzo di sfumature multietniche e decisamente più gay friendly rispetto alle precedenti trasposizioni che risaltavano le disavventure di maschi prevalentemente bianchi. Chiaramente il riferimento è al colore della pelle nera di Cherise, come pure di Rob, all’amore saffico di quest’ultima per Kat, una delle sue cinque storie più importanti di sempre e all’omosessualità di Simon, che prima di scoprirsi gay è stato fidanzato proprio con Rob.

Dunque, si è giocato a sovvertire gli elementi principali, introdotti in prima istanza da Hornby, senza alterarne la qualità, favorendo il ritratto moderno della cultura americana variegata e in continuo mutamento, sia dal punto di vista etnico che da quello sessuale.

altafedelta2Ma dopo tutte queste convincenti premesse forse è d’obbligo porsi una domanda: Laura che fine ha fatto? Beh, se sulla carta stampata prima e sul grande schermo più tardi, questa figura era stata centrale per scavare nel passato relazionale di Rob, qui è sostituita da un aitante ex fidanzato di nome Russell McCormack detto Mac (Kingsley Ben-Adir), che sembrava proprio essere il principe azzurro e invece …

Dopo il finale di stagione andato in onda negli Stati Uniti, dispiace sapere che un prodotto così ben strutturato a tal punto da incontrare il gradimento sia del pubblico, sia della critica non avrà una seconda stagione. C’è chi come Zoë Kravitz (che in questo caso veste anche i panni di produttrice), ha sostenuto che la scelta sia dovuta a una questione puramente razziale e chi, invece, sostiene che non ci fosse null’altro da aggiungere se non quello che aveva da offrire la storia già scritta da Hornby. Le ipotesi si sprecano e trovare una verità effettiva, probabilmente, non deve essere compito di nessuno, tanto meno degli spettatori che ci auguriamo siano numerosi anche qui in Italia.

Trailer della serie:

Miglior Episodio 1×04 – Buona Fortuna E Arrivederci (Good Luck And Goodbye)

altafedeltabuonafortunaearrivederciA metà strada fra quello che è successo e quello che ancora deve succedere, il quarto episodio fa un po’ il quadro della situazione nel passato sentimentale di Rob che per l’occasione, decide di chiedere personalmente a ognuno dei suoi amori perduti, per quale motivo non abbia funzionato tra loro. Inizialmente, almeno con Kevin Bannister – sua cotta delle medie – e Simon, scoprire cos’è che è andato storto, si rivela liberatorio ma già quando arriva a varcare la soglia del mondo evanescente fatto di apparenza e glamour in cui vive Kat, influencer di professione, si rende conto che forse sarebbe meglio lasciare tutto così e non indagare troppo. Per non parlare di quello che accadrà non appena sarà il momento di un confronto con Mac.

La determinazione di Rob, che mantiene vivo il rapporto con lo spettatore rivolgendosi sempre in camera prima di iniziare un qualsiasi ragionamento, ci fa capire come debba sempre essere importante raggiungere la consapevolezza dei propri sbagli e di quelli degli altri, specialmente all’interno di una relazione, ma anche come qualche volta, accettare semplicemente che le cose siano andate in un certo modo, senza per forza sentire il bisogno di andare a risvegliare vecchie dinamiche portatrici di discordia, possa essere utile prima di tutto per salvare la propria integrità emotiva.

ILARIA SALVATORI

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