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Non Solo Star: Federico Zampaglione

nerobifamiliarelocandinaPrincipalmente conosciuto come musicista con i suoi Tiromancino, Federico Zampaglione si è fatto strada anche nel mondo del cinema come regista, esordendo con Nero Bifamiliare, commedia noir in cui dirige, tra gli altri, la sua ex compagna Claudia Gerini, mettendo in atto un’operazione che, seppur traballante, lascia presagire l’esistenza di un guizzo autoriale interessante. In questo caso, tralasciando alcuni vistosi difetti soprattutto in fase di sceneggiatura e un’immaturità comunque perdonabile, essendo un’opera prima, quello che più convince della pellicola è il suo stile estetico, con una serie di soluzioni registiche, ma soprattutto di fotografia, non indifferenti e il suo rifarsi, volutamente e smaccatamente, ad un certo cinema di genere virante sul grottesco.

I protagonisti di Nero Bifamiliare sono Marina e Vittorio, due coniugi borghesi e perbenisti che, dopo una serie di magagne lavorative compiute da Vittorio nel campo assicurativo, riescono a comprare un appartamento in un tranquillo, o apparentemente tale, complesso residenziale. L’esistenza dei due verrà però sconquassata dalla presenza di una coppia di vicini rumeni che, con i loro modi sanguigni e con  degli atteggiamenti poco “educati”, disturberanno notevolmente i due sposi e faranno nascere in loro una serie di dubbi inerenti la loro onestà.

È chiaro che l’intento del musicista-regista in questo caso è quello di mettere alla berlina il buonismo di una certa fetta di borghesia, buonismo che però nasconde tarli e pecche ben più gravi di quelli presenti in persone o nuclei familiari apparentemente più tacciabili di determinate meschinerie. Così come è altrettanto chiaro che al di là di questa disamina “sociale”, l’altro snodo interpretativo dell’opera risiede nell’approfondimento della paura per il diverso che spesso si annida, inconsapevolmente o meno, in ognuno di noi.nerobifamiliareframe

E, anche se la spirale di paranoia in cui cade Vittorio è ben descritta, riuscendo a trasmettere perfettamente queste due “trame nascoste”, a rovinare il giudizio complessivo vi è la presenza di una serie di personaggi di contorno, in alcuni casi evitabili e inutili sia al proseguimento dell’intreccio sia ai vari sottotesti, che fa scadere a volte in una comicità spicciola, inserita quasi forzatamente nel quadro del racconto e in un’alleggerimento che, seppur insito di ogni commedia – finanche noir – che si rispetti, lascia cadere nel dimenticatoio la parte più nera, appunto, della storia.

Da qui la presenza di suocere nevrotiche, portieri macchiettistici e non solo, arrivano a popolare l’esistenza di questi coniugi che ben presto dovranno fare i conti con l’illusorietà di molti dei loro sogni di gloria e, quindi, in un finale forse fin troppo conciliatorio, dovranno liberarsi dei costrutti borghesi a cui si sono aggrappati saldamente fino a quel momento per cominciare ad assaporare un po’ di autenticità.

A conti fatti, dunque, si può sicuramente dire che Nero Bifamiliare, pur non essendo un film notevole, rimane comunque un trampolino di lancio non indifferente per Zampaglione che, molto probabilmente, partendo dal noir come primo passo, ha potuto poi destreggiarsi con le sue opere successive, decisamente viranti verso l’horror, genere molto più definito e per questo, magari, anche meglio gestibile.

RITRATTO DELL’ARTISTA

federicozampaglioneCon i Tiromancino ha saputo costruire una lunga carriera fatta di successi e di consensi, con all’attivo undici album di grande impatto sul pubblico e varie collaborazioni in campo musicale, Zampaglione è sicuramente un nome importante nel settore. Ma anche in ambito cinematografico ha iniziato a riscuotere fama, forse soprattutto grazie alle opere successive al suo esordio, ovvero i due horror Shadow del 2009 e Tulpa del 2012.

Ha diretto anche alcuni dei videoclip della sua band, tra i quali quelli di Un tempo piccolo e Inquietudine di esistere.

Accanto alla carriera di regista e musicista, si è affiancata anche quella di scrittore, dal momento che nel 2017 è stato pubblicato un suo romanzo, scritto a quattro mani con Giacomo Gensini, dal titolo Dove tutto è a metà, da una sua canzone.

Quest’estate la sua Due Destini è tornata in auge grazie alla collaborazione con Alessandra Amoroso che duetta con lui nella riproposizione del brano.

In attesa di rivederlo nuovamente dietro la macchina da presa, quindi, possiamo intanto ascoltarlo insieme alla cantante salentina mentre ripropone la sua visione dell’amore in questa canzone divenuta ormai “storica”.

Il trailer di Nero Bifamiliare: https://www.youtube.com/watch?v=9uE3el5kmzM

Il videoclip di Due destini feat. Alessandra Amoroso: https://www.youtube.com/watch?v=-d1FhhG7YSI

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