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Recensione: ORANGE LEM - David is a narcoleptic man


Insonnia ok, ma con un certo stile. Tra coltri di synth e sapori brit, il pop-wave degli Orange Lem si espande calmo e fumoso in spire delicate e soffuse nell'etere sospinto da nenie quasi sussurrate. Affini agli MGMT, questi ragazzi di Pesaro dimostrano di avere una classe e un'eleganza non comune sul suono italico, porgendo tali qualità su un piatto d'argento di trentacinque minuti scarsi con la naturalezza di un cameriere navigato.

David Is A Narcoleptic Man (il titolo è un omaggio al grandissimo David Lynch) è un disco che ti si avviluppa intorno senza che nemmeno te ne accorgi. E che in effetti dà quella sensazione di strana incoscienza tipica dello stare sulla soglia tra sonno e veglia evocata dal titolo dell'album e rinforzata dai testi dei nove pezzi proposti.

Certo, non sempre il giocattolo funziona. Pur avendo una calligrafia davvero notevole, esaltata da un minimalismo compositivo davvero efficace, alcuni episodi sembrano un po' un tenue esercizio di stile o leggermente fuori focus. E certe grossolane esplosioni di synth a volte suonano troppo eccessive e fuori contesto. Ok, qualche anno fa la rivista The British Sound li ha eletti miglior gruppo non-inglese nelle loro classifiche annuali, ma notoriamente della stampa musicale britannica meno ci si fida, meglio è. Resta il fatto che con buona probabilità risentiremo parlare degli Orange Lem.

Buonanotte e sogni d'oro.


FRANCESCO CAPUTO

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Ultimo aggiornamento Domenica 05 Giugno 2011 18:38